Di Maio: media e sistema europeo hanno deciso che governo deve cadere

Politica

Il vicepremier in Basilicata: "Dopo le elezioni europee tutte le regole cambieranno. Mercati vogliono più bene dell'Ue all'Italia". E attacca le opposizioni: "Tifano per default Italia". Escluse alleanze pre-elezioni con la Lega

"Il sistema mediatico e il sistema europeo ormai hanno deciso che questo governo deve cadere il prima possibile. Ma più fanno così, più ci compattano”. Il vicepremier Luigi Di Maio ha attaccato i media (LO SCONTRO CON L'ESPRESSO) e l’Europa durante un incontro elettorale in Basilicata, alla vigilia della nuova reazione di borse e operatori che domani daranno segnali sugli sviluppi delle tensioni tra Roma e Bruxelles. Proprio sul futuro dell'Ue, Di Maio ha aggiunto: "Ci sarà un terremoto politico a livello europeo e tutte le regole cambieranno. In tutti i Paesi sta per accadere quello che è accaduto qui il 4 marzo. Si vedrà con le elezioni europee e questo ci aiuterà". Poi un altro attacco, alle opposizioni: "Tifano per lo spread, cioè tifano per quella quota 300 da superare, in modo tale che l'Italia vada in default".

Di Maio esclude alleanze pre-elezioni con Lega

Di Maio ha parlato anche dell’alleanza tra M5S e Lega. "Siamo due forze politiche molto diverse che si sono messe insieme con un contratto di governo, ci sono tante cose che ci vedono in disaccordo. Ma questi signori, che ogni giorno attaccano l'Italia e questo governo, stanno riuscendo nel miracolo di compattarci e farci andare d'accordo sempre di più. Perché dobbiamo difenderci e reagire, ma soprattutto dobbiamo difendere l'Italia”. Il vicepremier, comunque, ha ribadito che “non c'è nessuna intenzione di fare alleanze pre-elettorali: questo deve essere chiaro”.

“I mercati vogliono più bene all'Italia di quanto ne voglia l'Ue”

Tornando sullo scontro con l’Europa sulla Legge di bilancio 2019 e sulla nota di aggiornamento al Def, Di Maio ha spiegato: “In questi giorni ho capito che i mercati vogliono molto più bene all'Italia di quanto ne voglia l'Unione europea: i mercati si stanno comportando molto meglio di alcuni commissari europei". Ma non ha chiuso le porte al dialogo: “Se il problema è il pregiudizio verso questo governo non abbiamo speranze. Se invece c'è una volontà di dialogare, noi siamo i primi: ci accampiamo a Bruxelles e gli spieghiamo tutto quello che vogliamo fare". E ha ribadito: "Non c'è nessuna volontà né di uscire dall'Europa né di uscire dall'euro". Poi l’attacco al vicepresidente della Commissione europea Dombrovskis il cui partito, nelle elezioni in Lettonia, ha registrato un brusco calo: "Anche a casa sua riceve una sonora bocciatura: è la fine di un'idea di Europa" e "l'inizio di una nuova era".

In manovra stop fondi a Regioni per vitalizi

Dalla Basilicata il vicepremier ha anche dato alcuni dettagli sulla legge di bilancio: "Ci sarà una norma che dice alle Regioni che se non aboliscono i vitalizi, la quota parte di soldi che spendono per i vitalizi non la trasferiamo più dallo Stato centrale", ha spiegato. Poi un passaggio anche sulla pace fiscale (COSA VUOLE FARE IL GOVERNO SUL TEMA): "Il dibattito non si deve basare su quanti soldi recuperiamo: noi vogliamo aiutare soltanto le persone che sono in difficoltà, che non potevano pagare le tasse e si sono ritrovate bloccate in una spirale infernale da cui non si esce più (Equitalia, Agenzia delle Entrate, Durc e questioni legate alle banche con le black list)".

“Tra sei mesi questa Europa sarà finita”

In precedenza Di Maio aveva parlato di Europa e manovra anche in un’intervista al Corriere della Sera. "Sapevamo - aveva detto - che la misura economica non sarebbe piaciuta". E aveva spiegato di non essere preoccupato dei malumori di Bruxelles perché "tra sei mesi questa Europa sarà finita". Sulla manovra, comunque, "non si torna indietro".

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