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Comune Verona approva mozione contro l'aborto. A favore capogruppo Pd

Politica
La protesta di "Non una di meno" durante la seduta del consiglio (Foto Ansa/Pagina Facebook Non una di meno)

Il testo dichiara la "città a favore della vita" e prevede finanziamenti ad associazioni cattoliche per iniziative contro l'aborto. Polemiche per voto a favore dell'esponente dem che si difende: "Ho votato secondo coscienza". Martina: "La 194 non si tocca"

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Il consiglio comunale di Verona ha approvato nella notte, con 21 voti a favore e sei contrari, una mozione che dichiara Verona "città a favore della vita" e finanzia associazioni cattoliche per iniziative contro l'aborto. La mozione, sottoscritta anche dal sindaco Federico Sboarina (sostenuto alle elezioni da una coalizione di centrodestra), è a firma del consigliere della Lega Alberto Zelger. A favore ha votato anche la capogruppo del Partito democratico Carla Padovani, scatenando numerose polemiche interne. "Ho votato secondo coscienza", si è difesa lei. (LA POLEMICA POLITICA)

Cosa prevede

Il testo prevede di inserire nell'assestamento di bilancio finanziamenti ad associazioni e progetti che operano nel territorio, promuove il progetto regionale "Culla Segreta" e proclama Verona città "a favore della vita". E' stata invece respinta la proposta per la sepoltura automatica dei feti abortiti.
Come in una seduta precedente, al consiglio hanno assistito attiviste del movimento femminista "Non Una di Meno" vestite da ancelle, come i costumi della serie tv "Handmaid's Tale". Dopo l'approvazione della mozione, le attiviste sono state fatte allontanare dall'aula.

La capogruppo Pd: Ho votato secondo coscienza

"La vita è valore universale e non di partito", ha detto ai microfoni del Tg2000 Carla Padovani, la capogruppo Pd nel Consiglio comunale di Verona che ha votato la mozione contro l'aborto e si trova ora nel pieno della bufera politica. "Ho votato secondo coscienza, sono favorevole a qualsiasi iniziativa a sostegno della vita. Sulla legge 194 non mi sembra che il Pd abbia una linea chiara. Non mi aspettavo tutte queste polemiche", ha aggiunto. Come più volte ha lei stessa ribadito, di cultura, fede e ispirazione cattolica e cristiana, Padovani era uscita dal Pd nel 2012, per approdare nell'Udc. Poi era tornata a "casa", diventando capogruppo dem in comune a Verona. Padovani non è nuova a posizioni in controtendenza rispetto ai dem per quanto riguarda i temi etici. Lo scorso febbraio proprio per il suo disaccordo sulle unioni civili arrivò un'altra frizione con il partito.

Polemiche per voto capogruppo Pd. Martina: La 194 non si tocca

La decisione di Padovani ha creato molte polemiche nel partito e molte voci si sono alzate per chiedere le sue dimissioni. "Con chiarezza: la legge 194 a difesa delle donne e della maternità consapevole non si tocca", ha scritto su Facebook il segretario Pd Maurizio Martina commentando il "caso Verona". "Chi vuole ricacciare il Paese nel passato degli aborti clandestini, deve sapere che tutto il Pd si è battuto e si batterà sempre per difendere questa conquista di civiltà a tutela della libertà e della salute delle donne. Non può esserci nessuna ambiguità su questo punto tanto più oggi, di fronte alle provocazioni di alcuni esponenti della maggioranza di governo che immaginano per l'Italia un ritorno al Medioevo". 

Zingaretti: Così non va

"Così non va. Non si procede con colpi di mano ideologici su temi così delicati", anche il presidente della Regione Lazio e al momento unico candidato alla segreteria del Pd, Nicola Zingaretti, ha condannato l'accaduto in una nota. "Non si rispetta la vita se non si rispettano le scelte delle donne, soprattutto quando sono difficili come lo è quella di interrompere una gravidanza. L'Italia ha una legge seria, la 194, che va applicata". "Spiace che anche all'interno del Partito Democratico veronese ci sia chi, come Carla Padovani, non abbia capito la gravità di quanto la Lega stava cercando di fare, rendendo il corpo delle donne una merce di scambio politico", ha dichiarato la deputata veronese Alessia Rotta. "Non credo che sia una persona che possa stare nel Pd", ha rincarato la dose l’onorevole Giuditta Pini su Facebook.

La vicepresidente Pd: Capogruppo chieda scusa

Sul caso è poi intervenuta anche Barbara Pollastrini, vicepresidente del Pd, che ha detto: "L'approvazione della mozione da parte del Consiglio comunale di Verona rappresenta un simbolico e concreto grave passo indietro rispetto a una legge seria e importante come la 194. Purtroppo a favore della proposta leghista si è espressa anche la capogruppo del Pd: io penso che dovrebbe chiedere scusa. Evidentemente non ha la consapevolezza del proprio ruolo di rappresentante del Partito Democratico". "La sua scelta - aggiunge - è lontana dalla cultura delle donne, dei progressisti e del Pd. La cosa amareggia e preoccupa: è un fatto grave che non deve ripetersi".