Fondi Periferie, Anci sospende relazioni istituzionali con il governo

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Lo ha annunciato il presidente dell’associazione dei comuni italiani Antonio Decaro, dopo il congelamento dei fondi per le periferie contenuto nel decreto Milleproroghe e il fallimento della trattativa con l’esecutivo

L'Associazione nazionale comuni italiani sospende le relazioni istituzionali con il governo. Lo ha deciso l’Anci dopo il congelamento dei fondi per le periferie contenuto nel decreto Milleproroghe e la fallita trattativa con l’esecutivo. Ad annunciarlo il presidente Antonio Decaro al termine di una conferenza unificata: "I sindaci non si fanno prendere in giro - ha detto - non sapevo che nel contratto di governo fosse stato deciso di strappare tutti i contratti fra istituzioni" (COSA PREVEDE IL BANDO PERIFERIE).

Decaro: "Governo non ha rispettato impegno"

"Ci vediamo costretti quindi come Anci, nostro malgrado, ad interrompere le relazioni istituzionali e ad abbandonare la Conferenza unificata e la Stato-Città, che si terrà nei prossimi giorni - ha sottolineato Decaro -. Avevamo preso un impegno con il presidente del Consiglio per avviare un percorso per consentire la restituzione ai Comuni dei fondi per le periferie, parliamo di un miliardo e seicento milioni – ha spiegato - al fine di dare un'intesa per sanare la presunta incostituzionalità di ottocento milioni di euro previsti nell'articolo 1 comma 140 della precedente finanziaria". "Per sbloccare la situazione – ha aggiunto Decaro - avremmo dovuto incontrare il ministro dell'Economia ed introdurre in un prossimo decreto le risorse e la procedura per riallocare i finanziamenti ai comuni e per portare avanti tutti i progetti per le periferie". "Sugli 800 milioni di euro ora il Governo dice di avere dei problemi di natura tecnica legati al provvedimento da portare alla conferenza unificata, ma - ha osservato Decaro - quel provvedimento oggi non c'è ed il punto all'ordine del giorno è stato cancellato".

Bocciato ordine del giorno Pd per reintegrare risorse

Il Pd intanto ha presentato un ordine del giorno al Senato che chiede al governo di reintegrare le risorse necessarie ad assicurare l'integrale finanziamento delle convenzioni sospese, ma è stato bocciato. "La maggioranza Lega-M5s mette in cassaforte la truffa perpetuata contro i Comuni, con la revoca dei bandi sulle periferie. Ancora una volta il premier Conte aveva assunto impegni con l'Anci che non sono stati minimamente rispettati. È uno scippo vero e proprio contro 96 Comuni, per un totale di 1625 interventi sulle periferie”, ha affermato il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci.

La trattativa e il mancato accordo

Il provvedimento della maggioranza Lega-M5s, votato a inizio agosto, blocca il Piano periferie fino al 2020, togliendo così 1,6 miliardi destinati ai Comuni. Il 12 settembre scorso un incontro a palazzo Chigi tra il presidente dell’Anci Decaro e il premier Giuseppe Conte sembrava aver aperto la strada a un accordo. “Abbiamo trovato una soluzione, il principio è salvo, i fondi per il bando periferie sono tutti salvi", aveva dichiarato Decaro. "La soluzione che intendiamo adottare è quella di inserire nel primo decreto utile (successivo alla conversione del Milleproroghe) una norma che di fatto dia la possibilità di recuperare la realizzabilità dei progetti già in fase avanzata", aveva promesso il presidente del Consiglio. Un’intesa rimasta però su carta e su cui oggi si è consumato lo strappo. 

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