Tav, Palazzo Chigi: "Dossier non sul tavolo". Salvini: "Andare avanti"

Politica

La precisazione, confermata da Di Maio, arriva dopo indiscrezioni di stampa secondo cui il premier sarebbe stato pronto a bloccare l'Alta velocità. Presidenza Consiglio: soluzione sarà in linea col contratto di governo. Fonti Ue: nessuna penalità, ma rimborso fondi 

Il dossier sulla Tav (COS'È) è ancora in fase istruttoria presso il ministro Danilo Toninelli e sarà successivamente sottoposto al premier Giuseppe Conte. È quanto fanno notare da Palazzo Chigi. Il dossier al momento non è ancora giunto sul tavolo del presidente del Consiglio, dunque nessuna decisione è stata ancora presa e soprattutto non ci sono state valutazioni al riguardo. La precisazione, confermata successivamente dal vicepremier Luigi Di Maio, arriva dopo le indiscrezioni di alcuni giornali secondo cui il presidente del Consiglio sarebbe stato pronto a bloccare al più presto la Tav. Il ministro dei Trasporti Toninelli, spiegano dal governo, è ancora impegnato in una valutazione costi-benefici che poi condividerà con il premier e con l’intero consiglio dei ministri. Ad ogni modo, aggiungono, la soluzione sarà in linea con quella contenuta nel contratto di governo.

Ue: nessuna penalità

Da Fonti Ue, intanto, si precisa che nel caso in cui il governo italiano si ritirasse dalla Tav, la Commissione Ue ritiene che non possa essere imposta una penalità dal 2 al 10% e nemmeno che Roma possa essere esclusa da ulteriori finanziamenti infrastrutturali. La Commissione non esclude che potrebbe chiedere a Roma, in caso l'Italia uscisse dalla Tav, di rimborsare il contributo già erogato del Cef, vale a dire il fondo della Commissione al settore trasporti. 

I costi del possibile stop

Il contratto di governo recita testualmente che "Con riguardo alla linea ad Alta velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo fra Italia e Francia". Parole che sembrano scongiurare uno stop definitivo ai lavori, soprattutto per quel riferimento all'accordo con Parigi. I costi maggiori per l'Italia, nel caso di un passo indietro sull'opera, deriverebbero infatti dai risarcimenti dovuti ai francesi e all'Unione Europea, quantificabili in oltre un miliardo. A questi si aggiungerebbero circa 800 milioni di euro di finanziamenti comunitari che Roma dovrebbe restituire a Bruxelles e che non sono utilizzabili per altri scopi. 

Di Maio: "Questione non è sul tavolo". Salvini: "Non si torna indietro"

A confermare quanto riferito da Palazzo Chigi ci ha pensato il vicepremier Luigi Di Maio: "La questione della Tav non è sul tavolo del governo, deciderà il ministro Toninelli quando incontrare il suo omologo francese. Ma sono tranquillissimo", ha detto il leader del M5s. In precedenza il ministro dell'Interno Matteo Salvini, aveva invece fatto capire che la Lega è sostenitrice del progetto. "Dal mio punto di vista sulla Tav occorre andare avanti, non tornare indietro", ha detto Salvini, ospite di Radio 24, sull’ipotesi di blocco dell’opera. E ha aggiunto: "C’è da fare l’analisi costi-benefici: l’opera serve o no, costa di più bloccarla o proseguirla?". Concetto, questo, che ribadisce anche in serata a Fontevivo, nel Parmense, per la festa nazionale della Lega Emilia: per quanto riguarda tutte le infrastrutture in generale "faremo un'analisi costi benefici di quello che si è fatto e di quello che si farà, di quello che conviene agli italiani. Là dove serve - ha concluso - si va avanti, non si torna indietro".

Beppe Grillo: "Ecco i luoghi comuni sulla Tav"

Dal rilancio dell'economia alla riduzione dei tir nella Val Susa, con tanto di benefici sull'inquinamento. È il co-fondatore del M5s, Beppe Grillo, a rilanciare su Twitter un post del suo blog del 13 dicembre 2005 prendendo così posizione sul progetto della linea Torino-Lione al centro, in queste ore, del dibattito nel governo. "Senza la Torino-Lyon il Piemonte sarebbe isolato dall'Europa; quest'opera fa bene all'economia, perché mette in moto capitali privati; la linea é quasi tutta in galleria. che male fa?", sono tre dei "luoghi comuni" che Grillo confuta con il suo post.

Portavoce Ue: "Progetto importante per l'Europa, mantenere impegni"

Intanto arrivano voci anche dall'Ue sul possibile stop dei lavori sulla Torino-Lione: "Non commentiamo le voci" sul possibile stop dei lavori della Tav, ma "la Lione-Torino è un progetto importante non solo per la Francia e per l'Italia ma per tutta l'Europa, ed è importante che tutte le parti mantengano gli impegni per completarla in tempo". Queste le parole di un portavoce della Commissione Ue rispondendo a una domanda sulla Tav. Il co-finanziamento della Ue per questi lavori è il 41%, ha ricordato, "ovviamente i fondi vanno a lavori che devono essere fatti, non in qualcosa che non viene fatto, questo è logico".

Chiamparino: "Bloccare questa deriva anti-piemontese"

Nel dibattito sullo stop all’opera è intervenuto anche il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino: occorre “bloccare questa deriva anti-piemontese e contraria agli interessi del Nord-Ovest e dell’intero Paese”, ha dichiarato. “Convocherò entro settembre un incontro di tutte le rappresentanze economiche, sociali, istituzionali e politiche per far risuonare chiare e forti voci della società piemontese a favore dell’opera. È indispensabile un moto d’orgoglio che impedisca che la nostra regione venga messa ai margini”.

Martina: "Pagherà un Paese intero"

Commenti negativi sul possibile stop dei lavori anche da parte del leader Pd, Maurizio Martina: "Due miliardi di euro di penali, il blocco di finanziamenti europei, 4mila posti di lavoro a rischio. La follia del governo di bloccare la Torino-Lione la pagherà un Paese intero", scrive il segretario Pd su Twitter.

Comitato Francia: in Italia tanta confusione

Un commento è arrivato anche da Stephane Guggino, delegato generale del comitato francese Transalpine, che promuove la linea ad alta velocità Lione-Torino. "Seguiamo la situazione con grande attenzione, ma onestamente facciamo fatica a vederci chiaro, perché c'è tanta confusione. Lunedì il ministro Toninelli dice che la Tav va migliorata, ora dicono che la vogliono bloccare. Mi chiedo come sia possibile cambiare idea così nel giro di 4 giorni?", ha detto. E ha aggiunto, pur ricordando che siamo ancora sul piano delle ipotesi: "Siamo sinceramente desolati che un progetto di questa portata, al servizio dell'ecologia e dell'economia dei territori, si cancelli per delle considerazioni puramente politiche".

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