Salvini: "Governo con M5S? Mai con il Pd, il resto è possibile”

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Il leader leghista apre a un esecutivo con i pentastellati. Contrario Berlusconi: "Ho aperto la porta per cacciarli via". Il segretario del Carroccio: "Se la Lega governerà, cambieranno le politiche sull'immigrazione". Escluso l'aumento dell'Iva. - LO SPECIALE 

"Non ho la smania di andare al governo: voglio mantenere fede agli elettori, lavoreremo nelle prossime settimane per trovare una maggioranza. Escludo che ci sia il Pd. Di tutto il resto parleremo nelle prossime settimane". Risponde così Matteo Salvini, in occasione dell’incontro con la stampa estera dopo il voto del 4 marzo, a chi gli chiede se sia possibile un governo con il M5S, aprendo di fatto alla possibilità di un esecutivo con i pentastellati. Un'idea che non piace perà al leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che a una domanda simile ha replicato: "Ho aperto la porta per cacciarli via", specificando poi che bisognerebbe invece convincere i singoli Cinque Stelle a sostenere un governo di centrodestra. Il leader della Lega, intanto, ai giornalisti stranieri ha anche detto che l'indicazione che verrà data a Sergio Mattarella, se e quando avverrà la convocazione, "sarà quella di premier per Matteo Salvini, come coalizione vincente delle elezioni ".

Salvini: aperti a proposte governo, ma non con Pd

Salvini, pensando agli scenari post-voto ha anche sottolineato la sua contrarietà "a qualsiasi governo che abbia al centro Gentiloni, Boschi, Minniti". "Sento forte il dovere di tener fede al mandato di 12 milioni di elettori che hanno scelto il centrodestra e di quasi 6 milioni che hanno scelto la Lega - ha spiegato - stiamo lavorando per dare un governo a questo Paese con un programma di centrodestra aperto ad arricchimenti, contributi e proposte, ma non stravolgimenti". Nel progetto di Salvini sarebbe "irrispettoso coinvolgere chi ha perso le elezioni", da qui la chiusura verso il Pd sconfitto all’election day. E sulla presidenza del Consiglio aggiunge: "L'impegno sarà quello di lavorare per trovare i numeri perchè il governo esista. Ma lo faremo come squadra, non come singoli, ma questa è l'ultima cosa che mi interessa, non rivendico la presidenza del Consiglio, è l'ultima mia preoccupazione". (I RISULTATI). 

Oggi primi contatti su vertici Camere

Le dichiarazioni di Salvini arrivano all’indomani del vertice del centrodestra e della scelta di dare al leader del Carroccio il compito di trattare sulle presidenze di Camera e Senato. Lo stesso Salvini, a questo proposito, ha fatto sapere che entro oggi ci saranno i primi contatti con i partiti per i vertici delle Camere, ricordando che "i ragionamenti sugli organismi di garanzia sono slegati dai ragionamenti sul governo". In programma ci sono colloqui telefonici con Di Maio, Maurizio Martina e Pietro Grasso. Ma il leghista ha voluto anche ricordare, in tema di legge elettorale, che "se ci fosse la certezza che in 15 giorni si approva una legge elettorale con un governo stabile e un premio di maggioranza per la coalizione che vince, la approverei domattina".

"Di Maio? Se c'è condivisione sul progetto, ok"

Il leader del Carroccio, sull'argomento M5S e sul suo leader, Luigi Di Maio, ha aggiunto: "Non mi interessa chi vince: abbiamo un programma e chiunque venga al governo con noi deve impegnarsi a cancellare la legge Fornero, a ridurre le tasse al 15%, a rendere l'Italia più federale e meno burocratica. Se ci sono altri suggerimenti a partire da questo presupposto siamo ben contenti di accoglierli". "Sui nomi e sui ruoli non ci sono pregiudizi di partenza - ha precisato - se c'è condivisione di progetto ragioniamo". 

Governo con Lega "cambierà le politiche sull'immigrazione"

Il leader della Lega ha affrontato anche il tema dell’immigrazione. "Vedo che qualche commissario dice che si deve non cambiare la politica immigrazione: un nuovo governo con Lega, ovviamente, cambierà le politiche sull'immigrazione", ha spiegato. Mentre parlando dell’Unione europea, Salvini si è concentrato sul tema economico: "Abbiamo stime economiche secondo cui con le nostre riforme fiscali tra il 2017 e il 2022 il rapporto debito pil scenda dal 123 al 119% e l'incremento reale del Pil cresca dall'1,5% a 2,5%. Bruxelles dovrebbe essere contenta" e "tranquilla con le politiche della Lega al governo". 

Escluso l'aumento dell'Iva

Per quanto riguarda l’Italia, invece, è escluso l’aumento dell’Iva. "All'interno delle politiche fiscali escludiamo qualsiasi elemento di tasse o accise, la clausola di salvaguardia per l'aumento dell'Iva per noi non esiste. Anzi, nel primo consiglio dei ministri cancelleremo le sette più antiche accise che gravano sull'economia italiana, la più vecchia risale alla guerra di Etiopia sulla benzina", ha spiegato Salvini.

Data ultima modifica 14 marzo 2018 ore 18:42

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