Elezioni 2018, Meloni a Sky TG24: "Il fascismo è morto"

Politica

La leader di Fratelli d'Italia a "L'Intervista" di Maria Latella: "Il no di Salvini e Berlusconi alla manifestazione anti-inciuci non mi fa ben sperare". IL VIDEO INTEGRALE

Distante da Berlusconi dopo il no alla manifestazione anti-inciuci e sulla possibilità di avere ancora Gentiloni premier se non ci dovesse essere una maggioranza alle prossime elezioni. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, è stata ospite a  “L’Intervista” di Maria Latella su Sky TG24, a tre settimane dall'appuntamento con il voto del 4 marzo. (LO SPECIALE ELEZIONI). Il fascismo? Per Meloni "è morto, ma la sinistra ne parla sempre perché non può parlare di quello che ha fatto al governo. E' la loro coperta di Linus da 70 anni". 

Berlusconi e Salvini? "Mi fido solo di FdI"

Giorgia Meloni ribadisce la presa di distanze dagli alleati Berlusconi e Salvini dopo il no dei due alla manifestazione anti-inciucio indetta per il 18 febbraio proprio da FdI. “Mi fido di me stessa, mi fido di Fratelli d’Italia. Siamo stati l’unico partito che in questa legislatura non ha mai trattato col Pd di Renzi. Siamo gli unici che il 18 febbraio saremo a Roma per far dire a tutti i nostri candidati che non cambieranno casacca, che i nostri voti non serviranno a fare governi diversi da quelli scelti dai cittadini, rispetteremo il mandato e il programma per il quale ci voteranno. Mi dispiace che gli altri non ci siano, non mi lascia ben sperare. Non vorrei, si volessero tenere le mani libere per avere buoni rapporti col Pd o col M5S”.

"Gentiloni ancora premier senza maggioranza sarebbe colpo di Stato

Lontana da Berlusconi, Giorgia Meloni anche quando dissente da una delle recenti dichiarazioni del leader di FI (“Se non vince nessuno allora meglio tenersi Gentiloni e fare una nuova legge elettorale”). “L’ultima volta che ho sentito parlare di buon senso - dice Meloni - ci siamo tenuti Gentiloni per un anno e mezzo. Gentiloni era espressione di un partito che aveva perso malissimo il referendum confermativo della legge Costituzionale, era chiaramente uno che gli italiani non volevano al governo. Ha un tasso di gradimento altissimo? Solo se il Pd vincerà le elezioni, ma io prevedo che il Pd arriverà terzo, sarebbe surreale ritrovarsi Gentiloni a Palazzo Chigi, lo considererei un colpo di Stato per quella che è la mia idea di democrazia”.

"Berlusconi faccia chiarezza su nome premier"

Ghedini, Letta, Tajani è la terna dei candidati a Palazzo Chigi in orbita Forza Italia. Meloni fa sapere di non avere alcuna preferenza e invita Berlusconi "a chiarire prima del voto chi sarebbe il premier se Fi vincesse la competizione". E aggiunge: "FdI ha come obiettivo quello di portare una donna per la prima volta alla presidenza del consiglio, Giorgia Meloni. Se gli italiani decideranno che non debba essere Fdi a esprimere il premier accetteremo l’indicazione degli italiani”.

"Di Maio e Renzi due facce della stessa medaglia"

Di Maio e Renzi? “Sono due facce della stessa medaglia e della stessa sinistra – risponde Meloni -,  sono tre giorni che Renzi e Di Maio fanno la stessa dichiarazione. In tutte le scelte fondamentali, in questi anni, il Pd si è comportato come il M5S: su immigrazione, famiglia, Europa. Non c’è possibilità di avere un governo che faccia l’interesse degli italiani, delle nostre aziende, del nostro lavoro, delle nostre famiglie, dei nostri confini se votiamo Renzi o Di Maio”.

Macerata e il fascismo

Tra i temi toccati durante l'intervista anche i fatti di Macerata e il dibattito su chi sostiene che il fascismo stia tornando. Per Meloni “il fascismo è morto sono d’accordo con Minniti, ma se è morto perché la sinistra parla solo di questo? Perché non possono parlare di quello che hanno fatto al governo in questi anni, perché invece di occuparsi dei poveri si sono occupati delle banche, invece di occuparsi degli italiani si sono occupati dei migranti. Hanno bisogno di spostare l’attenzione su qualcosa che non c’è più. Il fascismo è la coperta di Linus della sinistra da 70 anni”. Meloni condanna Traini, arrestato dopo il raid razzista a Macerata: “Il suo gesto è da criminale e deve pagare per quello che ha fatto. Noi non abbiamo organizzato manifestazioni a Macerata in questi giorni. Vedevo immagini della manifestazione e non ho visto neanche un cartello per Pamela, nessun moto di solidarietà per una ragazza italiana massacrata. Io sono stata la prima a chiamare la madre di Pamela”.

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