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Scontro Pd-Bankitalia su Etruria. Renzi: problema banche non siamo noi

Politica
La sede della Banca d'Itala a Roma e, a destra, Matteo Renzi, segretario Pd (GETTY)

Il segretario parla il giorno dopo l'audizione del procuratore della Repubblica di Arezzo, Roberto Rossi, sul caso Banca Etruria in Commissione. Ma è polemica politica, con le opposizioni che non risparmiano critiche al Nazareno

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Torna a riaccendersi lo scontro tra il Partito democratico e la Banca d'Italia. Secondo Matteo Renzi, segretario dem, "la Commissione d'inchiesta (sulle banche, ndr) sta dimostrando che la battaglia del Pd era giusta, era basata su dati di fatto, il problema non era il Pd, non c'era alcun pasticcio". Ma ha poi precisato: “Su Bankitalia nessuna polemica, siamo stanchi di prendere fango”. Nella giornata di ieri, 30 novembre, al termine dell'audizione del procuratore della Repubblica di Arezzo, Roberto Rossi, sul caso Banca Etruria in Commissione banche, a dire la sua era stato Matteo Orfini, presidente del Pd: “Si sta sgretolando il castello di sciocchezze e sta emergendo la vera responsabilità" del fallimento di Banca Etruria "che è stata della Banca d'Italia" non solo in termini di vigilanza ma "per un suo ruolo financo eccessivo”.

Rossi: Banca Etruria Popolare di Vicenza fusione “singolare”

Rossi, nella sua audizione nella commissione d’inchiesta sulle banche, presieduta da Pier Ferdinando Casini, aveva posto l'accento sulla spinta esercitata da Banca d'Italia nel 2013 su Banca Etruria per scegliere Banca Popolare di Vicenza come partner "di elevato standing" in vista di una possibile fusione l'istituto toscano, definendo questa scelta "singolare".

Pd: “Lacune di Bankitalia”

Duro verso Via Nazionale era stato Mauro Del Barba, senatore Pd e componente della Commissione Inchiesta sulle Banche, che chiama in causa anche la Consob: “L'audizione su Banca Etruria evidenzia gravi lacune nella vigilanza di Bankitalia e non solo. Quello che emerge rende evidente il perché il Pd si fosse battuto per istituire una commissione di inchiesta sulle questioni bancarie per non lasciare soli i consumatori. Bankitalia e Consob chiamati a controllare il sistema delle banche hanno dimostrato di non aver assolto al loro compito.”

Il caso fusione e il presunto ruolo della Boschi

Il caso Banca Etruria resta comunque incandescente e vede ancora il Pd e il M5s scontrarsi sulle presunte connivenze del governo tramite il sottosegretario Maria Elena Boschi. In particolare, Bankitalia è accusata di non aver vigilato e poi tentato, senza successo, un'operazione di aggregazione di Etruria con la Popolare di Vicenza nel 2014, anch'essa in difficoltà. Una mancata fusione che portò poi al commissariamento dell'istituto aretino a inizio 2015 mentre Vicenza si rivolgeva, invano, a Veneto Banca. Ricostruzione respinta dalla Banca d'Italia che dice di non aver mai "sostenuto le nozze" con Vicenza.

È scontro Pd-M5s

Agli attacchi dei vertici del Pd verso Bankitalia, hanno risposto gli esponenti del Movimento 5 Stelle con la deputata Carla Ruocco, secondo cui da questa vicenda emergono "conflitti di interessi e omessa vigilanza". I Cinque stelle hanno avvertito: "Il Pd non si sogni di scaricare tutte le responsabilità su via Nazionale. Sono surreali le esultanze dei renziani”, e insistono sul ruolo dell'ex vicepresidente Pier Luigi Boschi (padre del sottosegretario Maria Elena) e dei suoi presunti contatti e aderenze con il governo dell'epoca di Matteo Renzi. Gli attacchi ai dem arrivano anche da sinistra. Per Giovanni Paglia, componente della commissione di inchiesta sulle banche in quota Sinistra Italiana-Possibile, "è incredibile il tentativo del Pd di scaricare su Bankitalia le responsabilità del crack di Etruria. Nulla dicono i commissari Pd sulle responsabilità di amministratori che hanno azzerato con le loro azioni e omissioni il valore dell'istituto. Ciò che interessa è che via Nazionale chiedesse a più riprese di individuare un partner solido, senza che questa indicazione sortisse alcun effetto, ancora una volta per il boicottaggio dei dirigenti di Arezzo. Non ci sono prove che questo significasse pressione verso una fusione con Bpvi, mentre è vero che Bpvi fu l'unica a presentare un'offerta, che gli amministratori nascosero all'assemblea dei soci. Capisco che per il Pd Etruria sia un problema, ma almeno non si falsifichi la verità, arrivando a confondere date e significato delle parole", ha detto.

Brunetta: Bankitalia più attenta alla stabilità che alla trasparenza

Sul caso Banca Etruria, fra le forze politiche l'impressione quasi unanime è che la Banca d'Italia abbia avuto un ruolo di regia finito male. Renato Brunetta, Forza Italia, più benevolo di molti suoi colleghi, parla di "paternalismo" di Bankitalia, attenta più alla stabilità che alla trasparenza.