Napolitano: nulla può abbattere governo che ha maggioranza

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Il presidente della Repubblica interviene sul clima politico. "La magistratura si attenga con rigore alle sue funzioni" e aggiunge "l'interesse del Paese richiede che si fermi la spirale di una crescente drammatizzazione delle polemiche"

"L'interesse del Paese, che deve affrontare seri e complessi problemi di ordine economico e sociale richiede che si fermi la spirale di una crescente drammatizzazione, cui si sta assistendo, delle polemiche e delle tensioni non solo tra opposte parti politiche ma tra istituzioni investite di distinte responsabilità costituzionali".

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, legge una dichiarazione ai giornalisti a margine di un'udienza in Quirinale e lancia un appello fortissimo a evitare una ulteriore drammatizzazione delle tensioni, non solo tra partiti politici, ma tra istituzioni con poteri diversi.
Sono quindici righe che rispondono punto per punto alle preoccupazioni manifestate da più parti nei rapporti tra politica e giustizia e anche ai timori del premier, Silvio Berlusconi, che ieri, durante l'ufficio di presidenza del Pdl, ha lamentato che si voglia "abbattere il suo governo".

Nulla, ribadisce Napolitano, può abbattere un governo che ha la fiducia della maggioranza delle Camere "in quanto poggia sulla coesione della coalizione che ha ottenuto dai cittadini-elettori il consenso necessario per governare".

"L'interesse del Paese, che deve affrontare seri e complessi problemi di ordine economico e sociale - ha dichiarato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a margine di una cerimonia al Quirinale - richiede che si fermi la spirale di una crescente drammatizzazione, cui si sta assistendo, delle polemiche e delle tensioni non solo tra opposte parti politiche ma tra istituzioni investite di distinte responsabilità costituzionali".

Napolitano ritiene "indispensabile che da tutte le parti venga uno sforzo di autocontrollo nelle dichiarazioni pubbliche" e che al tempo stesso "quanti appartengono all'istituzione preposta all'esercizio della giurisdizione si attengano rigorosamente allo svolgimento di tale funzione".

Infine, ricorda e al tempo stesso indica il presidente della Repubblica, "spetta al Parlamento esaminare, in un clima più costruttivo, misure di riforma volte a definire corretti equilibri tra politica e giustizia".

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