Introduzione
Il Comune di Acquappesa, in provincia di Cosenza, ha impugnato tutte le sentenze di primo grado emesse dal giudice di pace che hanno visto l'annullamento delle multe elevate agli automobilisti tramite il dispositivo "sorpassometro SV3". La giunta comunale, a fine giugno 2026, ha approvato l'atto di indirizzo che dà mandato all'ufficio legale dell'ente per procedere con i ricorsi davanti al tribunale competente. L'amministrazione ha anche autorizzato lo stanziamento di 462 euro complessivi per coprire il contributo unificato e le commissioni telematiche per un primo blocco di procedimenti (pari a 66 euro per singolo ricorso).
Quello che devi sapere
Cosa è successo ad Acquappesa
Ad Acquappesa è stato installato il cosiddetto Sorpassometro SV3, un dispositivo tecnologico impiegato sul territorio per il rilevamento a distanza delle violazioni viarie. Sei cittadini che hanno ricevuto multe rilevate tramite questo strumento, hanno deciso di fare ricorso presso il giudice di pace del Tribunale di Paola. Il magistrato ha dato ragione agli automobilisti predisponendo annullamenti delle sanzioni stradali.
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La reazione del Comune
Il Comune di Acquappesa non è d’accordo con il giudice e ha deciso di portare la questione al livello di giudizio superiore. A suggerire di proseguire con il contenzioso sarebbe stato lo stesso ufficio legale dell'ente. Attraverso due note acquisite al protocollo comunale il 10 e 19 giugno, è stato segnalato l'avvenuto deposito delle sentenze avverse al Comune. Nel documento approvato dall'esecutivo si specifica infatti che l'ufficio legale ha valutato come "vi siano dei fondati motivi per proporre impugnazione avverso le sentenze”.
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La motivazione del Comune
La decisione dell’amministrazione comunale si basa sulla ferma convinzione dell’assoluta validità e legittimità tecnica dello strumento di rilevazione stradale, ovvero il Sorpassometro V3. Il posizionamento del despositivo sulla strada statale 18 è stato pianificato ed eseguito nell’agosto del 2025 per contrastare le manovre di sorpasso azzardate. Il Comune ha sottolineato che il tratto della SS 18 interessato dai controlli presenta criticità legate alla sicurezza durante tutto l’anno. La decisione di ricorrere in appello è supportata dalle valutazioni del sindaco Francesco Tripicchio, il quale ha evidenziato che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha confermato la piena legittimità dei dispositivi di rilevamento automatico SV3, richiamando la giurisprudenza della Corte Suprema.
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Cosa si aspetta il Comune
Con il ricorso al tribunale, il Comune calabrese mira a ribaltare l’orientamento del giudice di pace, confermando la validità dei verbali contestati e, di conseguenza, l’efficacia del piano di prevenzione stradale adottato dall’amministrazione comunale. La difesa del Municipio è stata affidata all'avvocato Maria Rosaria Vaccaro, titolare dell’ufficio legale comunale, la cui attività rientra nel compenso forfettario già previsto dalla convenzione in essere, escludendo così ulteriori costi di parcellazione per le casse pubbliche.
Cos’è il sorpassometro
Il sorpassometro, anche detto SV3, è un dispositivo che utilizza una tecnologia basata su reti neurali e opera analizzando la scena stradale attraverso il solo flusso video acquisito dalle telecamere, interpretando il significato della scena ripresa, elaborando e identificando le informazioni rilevanti relative alle manovre osservate. Infine trasmette i dati raccolti al Comando competente. Le Forze dell'Ordine utilizzano il materiale raccolto per la valutazione dell’eventuale infrazione e decidere se applicare o meno sanzioni.
A cosa serve e come funziona il sorpassometro
Il sorpassometro serve a prevenire incidenti in tratti considerati ad alto rischio, come curve cieche, dossi o rettilinei con scarsa visibilità. Il dispositivo funziona tramite telecamere ad alta definizione che entrano in funzione e registrano la manovra. Il sistema salva un video che diventa prova ufficiale della violazione. I dati sono quindi trasmessi al comando di Polizia, che convalida la sanzione. Come per gli autovelox, la multa arriva per posta all’intestatario del veicolo sanzionato.
Dove sono installati i sorpassometri
La legge prevede che l’utilizzo del sorpassometro sia autorizzato dal Prefetto solo nei tratti ad alto tasso di incidentalità, con limite di velocità fino a 90 kilometri orari. Sono considerati tali quelli in cui una manovra azzardata può determinare sinistri stradali con esiti gravi. In particolare, le postazioni destinate a rilevare le infrazioni legate ai sorpassi sono installate dove ci sono: curve pericolose e con scarsa visibilità; dossi e rettilinei critici; lungo strade extraurbane principali e in tratti dove la segnaletica da sola non basta a prevenire i sorpassi azzardati. Il comune di Acquappesa ha installato uno dei primi modelli SV3 in un tratto della SS 18 in cui sono stati registrati numerosi incidenti negli ultimi anni. Altri dispositivi sono attivi in diverse regioni italiane, per esempio sull’autostrada A4, nel tratto Venezia-Trieste, per controllare i sorpassi dei mezzi pesanti. Secondo dati di associazioni di settore, in Italia sono operative alcune decine di postazioni.
Quali sanzioni prevede il Codice della Strada
L’articolo 148 del Codice della Strada prevede sanzioni che vanno da 167 a 665 euro con decurtazione di dieci punti patente, ma possono arrivare a 1.308 euro se il sorpasso avviene in curve, dossi o incroci. Può essere predisposta anche la sospensione della patente da uno a tre mesi per i neopatentati in caso di recidiva e la maggiorazione di un terzo dell’importo delle multe se l’infrazione avviene di notte, tra le 22.00 e le 7.00. Se l’automobilista attraversa la linea continua senza sorpassare, la contravvenzione è ridotta e i punti tolti sono due. I motivi più comuni per giustificare il ricorso contro un verbale prodotto tramite il sorpassometro sono l’assenza o scarsa visibilità della segnaletica relativa alla presenza del dispositivo, oppure la mancanza di omologazione tecnica dell’apparecchio.
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