Con l'entrata in vigore della riforma voluta dal ministro Salvini sono stati disattivati 569 autovelox non omologati in 16 regioni e nelle province autonome di Trento e Bolzano. Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna guidano la classifica dei dispositivi spenti. Unica eccezione il Molise, dove tutti gli apparecchi restano attivi
Sono 569 gli autovelox non omologati spenti sulle strade italiane dopo l'entrata in vigore della riforma sui dispositivi di rilevamento automatico della velocità, fortemente voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. La disattivazione ha interessato 16 regioni e le due province autonome di Trento e Bolzano, con la sola eccezione del Molise, dove tutti gli apparecchi presenti risultano regolari. Lo rende noto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), che parla della fine di una lunga stagione di incertezza normativa: "Dopo 34 anni si è dunque messo fine al caos delle multe da rilevamento automatico grazie all'individuazione di criteri univoci per tutti i dispositivi utilizzati".
Dove sono stati spenti più autovelox
La Lombardia è la regione con il maggior numero di apparecchi disattivati: 144 dispositivi spenti, con 413 autovelox omologati sui 557 presenti sul territorio. Seguono il Piemonte, con 131 dispositivi spenti (281 omologati su 412), e l'Emilia-Romagna, con 94 apparecchi disattivati (338 omologati su 432).
Numeri consistenti anche in Toscana, dove sono stati spenti 69 dispositivi (232 omologati su 301), e nel Lazio, con 34 apparecchi disattivati e 160 autovelox omologati sui 194 complessivi.
Leggi anche
Ravenna, andava 2 Km/h oltre il limite: multa dopo 104 giorni
Le altre regioni e le province autonome
Nella fascia intermedia si collocano la provincia autonoma di Bolzano, con 18 dispositivi spenti (41 omologati su 59), la Liguria con 16 (129 su 145) e le Marche con 15 (76 su 91). In provincia di Trento sono stati disattivati 9 apparecchi (28 omologati su 37), mentre in Sicilia gli autovelox spenti sono 8 (71 su 79).
Chiudono la mappa Campania e Puglia con 7 dispositivi disattivati ciascuna (rispettivamente 55 omologati su 62 e 53 su 60), la Sardegna con 6 (25 su 31), Calabria e Valle d'Aosta con 4 a testa (52 su 56 e 12 su 16) e l'Umbria con 3 (63 su 66). In Molise, invece, non è stato spento alcun apparecchio: tutti i 18 dispositivi presenti sul territorio risultano omologati.
"No a controlli poco trasparenti per fare cassa"
Nella nota del Mit, Salvini rivendica l'obiettivo della riforma. "Se da un lato è fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti, dall'altro il controllo per la sicurezza non può trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini", afferma il ministro.