Ravenna, andava 2 Km/h oltre il limite: lo sfogo per la multa consegnata dopo 104 giorni
CronacaL'uomo segnala problemi di omologazione del dispositivo e una notifica arrivata oltre i 90 giorni previsti. Pur giudicando la sanzione "nulla", ha scelto di pagare per evitare ulteriori perdite di tempo, rendendo però pubblica la protesta
Una multa recapitata ben 104 giorni dopo l'infrazione, e per un eccesso di velocità di appena 1,90 km/h oltre la tolleranza. È successo a Ravenna, in via Adolfo Bellucci, dove un 45enne di Gambettola si è visto contestare quello che definisce uno "sgarro ridicolo": viaggiava a 51,90 km/h in un tratto con limite a 50. L'infrazione, risalente al 7 febbraio, gli è stata notificata da un messo comunale solo il 14 luglio. Pur ritenendo il verbale "palesemente nullo" proprio per il superamento dei termini, l'uomo ha scelto di pagare la sanzione per evitare perdite di tempo, ma non prima di aver reso pubblica la sua protesta.
Le presunte irregolarità tecniche
Secondo quanto riportato da Ravenna Today, il cittadino contesta innanzitutto la natura dello strumento di rilevazione. Il sistema utilizzato, "Aguia Red & Speed", sarebbe privo della necessaria omologazione tecnica, disponendo solo di una semplice approvazione ministeriale. L'automobilista richiama pronunce della Corte di Cassazione e sentenze dei giudici di pace locali che, a suo dire, avrebbero già messo in discussione la legittimità delle sanzioni basate su questi dispositivi.
La questione dei termini di notifica
Il punto centrale della protesta riguarda però la tempistica. La legge impone la notifica entro 90 giorni. Anche considerando la riapertura dei termini al primo aprile dopo un primo mancato recapito, la consegna del verbale sarebbe avvenuta il 14 luglio, dunque dopo 104 giorni. Secondo quanto riporta Ravenna Today, l'automobilista ritiene che i termini risultino "palesemente scaduti", rendendo il verbale non valido. "Oltre alla sanzione minima di 29,40 euro", dichiara l'uomo, "mi vengono addebitati ben 28 euro di 'spese di notifica e procedimento' per il disturbo del messo comunale che mi ha consegnato l'atto a domicilio. Una cifra spropositata, quasi pari alla multa stessa, per un servizio avvenuto fuori tempo massimo".
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La scelta di pagare nonostante la protesta
"Davanti a un verbale nullo - prosegue ancora lo sfogo - fare ricorso richiederebbe ore perse tra scartoffie, uffici o spese per contributi unificati. Chi lavora, ha un'impresa o impegni familiari non ha questo tempo. Così, per sfinimento e per tutelare il proprio tempo lavorativo, si preferisce pagare (nel mio caso 57,40 euro) pur di togliersi il pensiero. Ho deciso di pagare, ma non di tacere", conclude la protesta dell'uomo.