Motori
Arrow-link
Arrow-link

Fiat, l'ipotesi del limite di velocità massima a 120 km/h su alcuni modelli: ecco perché

Motori
©Ansa

La suggestione di Olivier Francois, CEO di Fiat e Abarth, riguarderebbe alcune citycar che, eliminando alcuni degli obblighi in termini di sicurezza e assistenza alla guida, scenderebbero di prezzo

Limitare la velocità delle citycar eliminando alcuni Adas per abbassarne il prezzo. Una semplice provocazione o un’ipotesi che potrebbe concretizzarsi in futuro per alcuni modelli. Se Olivier Francois, CEO di Fiat e Abarth, potesse scegliere, probabilmente opterebbe per la seconda. Il numero uno del marchio torinese ha infatti spiegato che alcuni degli obblighi in termini di sicurezza e assistenza alla guida riguardano sistemi che operano a velocità più elevate e che quindi sarebbero superflui o comunque poco utili per vetture come Fiat Panda e 500 che vengono utilizzate prevalentemente in città.

Le parole di Olivier Francois, CEO di Fiat

Nel corso di un’intervista rilasciata al magazine britannico Autocar, Olivier François ha sottolineato come la media europea sia di 118 km/h, evidenziando che sarebbe lieto di abbassare la velocità massima di alcuni modelli del brand riuscendo in questo modo a diminuire i costi di produzione e di conseguenza anche il prezzo di listino: “Sarei ben lieto di limitare la velocità delle mie auto più piccole alla velocità massima media consentita, che è già un limite di suo” spiega il CEO del marchio italiano.

 

L’analisi di Olivier Francois però non è finita qui: “Riteniamo che, con tutte queste regole, a farne le spese siano soprattutto le auto che circolano in città. “Fatico a capire perché dobbiamo installare tutto questo hardware così costoso, sensori, telecamere, riconoscimento dei segnali stradali. Tutto questo è inadeguato, e anche un po’ folle, e ha contribuito ad aumentare il prezzo medio di una citycar anche del 60%. La nostra idea è solo di tornare indietro di un pochetto, ed evitare di riempirle di hardware troppo costoso”.

Provocazione o progetto?

Un’idea appunto che però si scontra con la realtà o meglio con le difficoltà che si verrebbero a creare se Fiat e di conseguenza Stellantis volessero attuare questo ipotetico progetto. Con una normativa europea vigente legata proprio ai sistemi di sicurezza e assistenza alla guida, ecco che per mettere in atto tutto questo sarebbero necessarie modifiche strutturali più ampie difficilmente attuabili in poco tempo. Ci sarebbe poi da tenere in considerazione quali potrebbero essere gli Adas ritenuti superflui: alcuni sistemi infatti sono utilissimi e fondamentali anche per la guida urbana, dalla frenata automatica d’emergenza al rilevamento dell’angolo cieco, altri forse meno, come il mantenimento di corsia oppure il rilevamento della stanchezza del conducente. In questo senso potrebbe collocarsi il progetto delle e-car, un nuovo segmento a livello europeo, simile a quello delle Kei Car giapponesi, adatte all’uso urbano, più grandi dei quadricicli, e che potrebbero consentire evitare alcune delle normative più stringenti applicate alle auto “tradizionali”.

 

Approfondimento

Milano Cortina 2026, 3.000 veicoli da Stellantis partner dei Giochi

I più letti