Guerra ibrida, cosa significa e cosa aspettarsi

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©IPA/Fotogramma

Introduzione

Di guerra ibrida si è tornati a parlare per via delle dichiarazioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto. Commentando la guerriglia urbana che si è scatenata a Milano e in altre città il 17 e 18 ottobre (LE FOTO), il ministro ha detto che quanto accaduto è "il frutto di quella che io chiamo guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre nazioni, ricorrendo a strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, Youtube senza che l'Occidente se ne renda conto ed in qualche modo reagisca". Sul punto è poi arrivato anche il commento del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: "Crosetto quando dice delle cose evidentemente ha ragione di dirle, avrà degli elementi di analisi che non vanno sottovalutati perché sicuramente qualcosa è successo". Ma cosa è la guerra ibrida? E come funziona?

Quello che devi sapere

Cosa si intende con guerra ibrida

La cosiddetta guerra ibrida è un concetto relativamente nuovo e, come ricordato da anche sul sito della NATO, non esiste una definizione univoca di cosa sia. In generale si tratta di un tipo di conflitto che viene combattuto non solamente con le armi convenzionali, ma anche attraverso altri metodi.

 

Sempre come ricorda la Nato in un documento del 2024, il termine guerra ibrida ha iniziato a diffondersi più ampiamente nella letteratura sulla sicurezza intorno al 2005. Inizialmente, veniva utilizzato in riferimento a forze non convenzionali, come i talebani in Afghanistan o gli insorti locali, ad esempio in Iraq. Tuttavia, il termine è arrivato poi a indicare le sfide poste da azioni ostili – coordinate, inedite e non esclusivamente militari – intraprese da attori statali. 

 

Per approfondire:

Su Sky Insider: La guerra ibrida si allarga ai market, dove può spingersi la Russia?

Gli strumenti della guerra ibrida

Il termine guerra ibrida è dunque un termine vasto e anche problematico, perché "manca di precisione", sottolinea ancora la NATO. Ad ogni modo, quello che è certo, è che in questo scenario le parti usano, oltre che delle armi, anche degli altri mezzi. Tra i più comuni ci sono, ad esempio:

  • gli strumenti informatici (usati per condurre attacchi hacker); 
  • gli strumenti comunicativi (per fare propaganda e diffondere fake news);
  • gli strumenti economici.

 

Guarda anche:

Masiello a Sky TG24: "La guerra ibrida non si vince solo difendendosi"

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Gli ambiti

La guerra ibrida comprende dunque molti ambiti diversi, tra cui, come ricorda la NATO, anche la politica, la diplomazia, l'informazione, l'economia, la tecnologia, la sfera militare e la società. L'attuazione coordinata delle azioni ostili avviene sia in modo palese che occulto, all'interno di ambigue "zone grigie" caratterizzate da confini sfumati: tra guerra e pace, amico e nemico, relazioni interne ed esterne, ambito civile e militare, attori statali e non statali.

Russia e Ucraina e il monito di Zelensky all'Europa

Uno degli esempi più recenti di guerra ibrida può essere considerato quello del conflitto tra Russia e Ucraina dove alle operazioni militari si affiancano altre azioni - informatiche, di disinformazione - che mirano a destabilizzare l'avversario. Su questo aspetto è tornato di recente proprio il presidente Ucraino Zelensky che, in un'intervista al Corriere della Sera, ha detto che "la Russia conduce da tempo una guerra ibrida contro l'Europa, anche contro Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania. Non è la guerra su vasta scala che conduce contro di noi, ma passa attraverso televisioni, mezzi d'informazione, Internet e social network". 

 

Del resto è da anni che si parla di una potenziale guerra ibrida della Russia contro i Paesi europei. Tra agosto e settembre di quest'anno, ad esempio, si sono verificate incursioni e sospetti sabotaggi russi, oltre che in Germania, anche in Polonia, Romania, Estonia e Lettonia. Il caso forse più noto è quello dell'attacco con droni esplosivi che ha colpito l’aeroporto di Lipsia il 4 agosto 2026.

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Come difendersi

Difendersi da una guerra ibrida richiede competenze e azioni diverse da quelle necessarie per proteggersi da un conflitto militare tradizionale. Per questa ragione l’Alleanza Atlantica e l’Unione Europea hanno aperto in Finlandia l’European Centre of Excellence for Countering Hybrid Threats, cioè il Centro europeo d’eccellenza per contrastare le minacce ibride. 

 

Inoltre, sul sito del Consiglio Europeo, viene chiarito che "a seguito dell'adozione della bussola strategica per la sicurezza e la difesa nel marzo 2022, l'Ue ha introdotto un pacchetto di strumenti contro le minacce ibride che comprende le misure preventive, di cooperazione, di stabilità, restrittive e di sostegno". Non solo: il 16 marzo 2026 il Consiglio ha approvato conclusioni sul rafforzamento della capacità dell'Ue di contrastare le minacce ibride. Le azioni si concentrano, tra l'altro, sulla lotta alla disinformazione, la resilienza delle infrastrutture critiche e la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi.

 


Per approfondire:

Guerra ibrida della Russia contro l’Europa, cos’è e quali sono i più recenti casi sospetti

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