Masiello a Sky TG24: "La guerra ibrida non si vince solo difendendosi"

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Il Capo di stato maggiore dell'Esercito, intervistato  durante il Forum di Cernobbio, spiega che c’è una "guerra ibrida in corso, che si manifesta attraverso i problemi con i gps, con gli sconfinamenti di droni, con attacchi cyber"

"Bisogna essere attenti, vigili, e soprattutto proattivi. E capire che le guerre non si vincono soltanto difendendosi. E far capire che ci sono dei limiti oltre ai quali non bisogna andare". Queste le parole di Carmine Masiello, Capo di stato maggiore dell'Esercito, intervistato da Sky TG24 durante il Forum di Cernobbio. C’è una "guerra ibrida in corso, che si manifesta attraverso i problemi con i gps, con gli sconfinamenti di droni, con attacchi cyber", ha spiegato ancora Masiello. "È difficile attribuire la paternità di tutte queste attività. La Russia sta svolgendo questa serie di attività che mette in crisi la solidarietà" europea, ha poi aggiunto. 

Una "guerra cognitiva"

"Fra le diverse forme di guerra ibrida", ha argomentato ulteriormente, c'è anche "la parte cognitiva. Mi devo preoccupare degli attacchi verso i nostri soldati, che ci sono. Io stesso ho ricevuto alcune email di sedicenti soldati russi, che dal fronte dicevano di volere la pace e di combattere per la pace", ha sottolineato Masiello. "C'è questo tentativo di influenzare le menti. È un problema culturale, abbiamo realizzato un vademecum che distribuiremo presto per far comprendere ai soldati l'importanza di questa guerra cognitiva".

Regole chiare per i militari

Masiello, poi, ha affrontato il tema della neutralità rispetto al dibattito pubblico per i militari. "La partecipazione dei militari alla politica è regolata in maniera molto chiara dalle leggi", ha detto. "L'esercito non è un patrimonio di nessun partito politico, ma dell'Italia. Noi giuriamo davanti alla bandiera italiana, sulla Costituzione. E firmiamo un patto con il Paese, che implica la neutralità". Quindi, ha concluso, i componenti dell'Esercito "devono rimanere fuori dalla competizione politica, e devono ricordarsi che le deviazioni da questi comportamenti saranno sanzionate senza nessuna remora. Perché l'Esercito è un patrimonio di tutti gli italiani".

 

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