Serbia, due anni fa la strage di Novi Sad: oggi migliaia in piazza per la commemorazione
MondoMigliaia di manifestanti sono attesi oggi a Novi Sad per commemorare le 16 vittime del disastro, avvenuto il 1° novembre 2024 con il crollo della pensilina della stazione. Il cedimento si era verificato a seguito dei lavori di ristrutturazione costati diversi milioni di euro, sollevando interrogativi sulla sicurezza delle infrastrutture e su possibili episodi di corruzione. Da questo, ne erano scaturite numerose proteste
La Serbia oggi ricorda la tragedia di Novi Sad, avvenuta il primo novembre 2024 con il crollo della pensilina della stazione, in cui sono morte 16 persone. Migliaia di manifestanti sono infatti attesi oggi a Novi Sad per commemorare le vittime del disastro, tra cui anche due sorelle di sei e dieci anni. La tragedia, avvenuta a seguito del cedimento della pensilina in cemento appena ristrutturata, dopo lavori di ristrutturazione costati diversi milioni di euro, aveva sollevato interrogativi sulla sicurezza delle infrastrutture e su possibili episodi di corruzione. Da questo, ne erano scaturite le più grandi manifestazioni antigovernative dalla caduta di Slobodan Milosevic nel 2000.
La tragedia di Novi Sad
Il disastro aveva innescato un vasto movimento di protesta contro il governo, culminato una settimana fa nella storica sconfitta elettorale del partito nazionalista di Aleksandar Vucic, dopo anni al potere. "È difficile tornare nel luogo in cui è successo tutto. E ogni volta è sempre più difficile", ha raccontato Dijana Hrka, madre di Stefan, morto nel crollo a 27 anni. Diventata uno dei simboli delle proteste, la donna ha continuato a chiedere giustizia per il figlio. "Il sostegno delle persone è stato fondamentale per me", ha spiegato, ricordando che nessuno è stato ancora chiamato a rispondere della sua morte.
Le proteste in Serbia
La commemorazione assume quest'anno un significato politico particolare. Alle elezioni legislative anticipate della scorsa domenica, la lista sostenuta dal movimento studentesco, nato proprio dalle proteste per la tragedia di Novi Sad, ha conquistato 140 dei 250 seggi del Parlamento, ottenendo la maggioranza assoluta e mettendo fine al dominio del partito nazionalista di Vucic. Dopo la sconfitta del partito al potere, gli studenti hanno chiesto progressi nelle indagini su diversi casi di corruzione e omicidi, nuove verifiche sui progetti avviati dal governo uscente e le dimissioni dei vertici di importanti istituzioni statali, tra cui polizia e servizi di intelligence. Al centro delle rivendicazioni resta anche l'accertamento delle responsabilità per il crollo della stazione.
Le indagini sul crollo
Nel frattempo, proseguono ancora le indagini sull'incidente. L'ex ministro delle Costruzioni Goran Vesic, dimessosi pochi giorni dopo la tragedia, è stato incriminato nel 2025 insieme ad altre 12 persone per un grave reato contro la sicurezza pubblica. Vesic risulta indagato anche in un procedimento separato per presunta corruzione legata al finanziamento dei lavori, insieme, tra gli altri, all'ex ministro Tomislav Momirovic. Anche la Procura europea sta conducendo un'indagine su un possibile utilizzo illecito di fondi Ue destinati alla ristrutturazione. Per i familiari delle vittime, la vittoria elettorale degli studenti rappresenta soprattutto la speranza di arrivare finalmente alla verità.