Zampolli: "Tutti stanno scappando dall'amministrazione Trump"

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L'ex inviato speciale per le partnership globali racconta le ragioni della sua uscita. Il diplomatico spiega che il dipartimento di Stato gli stava stretto e che il presidente Usagli ha consigliato di fare business

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"La gente non sta lasciando l'amministrazione Trump, sta scappando". Lo afferma, in un'intervista a Repubblica, Paolo Zampolli, diplomatico, ex inviato speciale di Trump per le partnership globali. Perché il presidente ha deciso di lasciarla andare? "Era un po' di tempo che ci parlavamo - aggiunge -. L'incarico di inviato speciale dura un anno. Ci sono discussioni in corso anche per gli altri, come Grenell, Boulos, gli stessi Kushner e Witkoff, tutti irregolari. Il presidente mi aveva prorogato per sei mesi, ma a questo punto il dipartimento di Stato mi stava stretto". "Ho svolto questo compito per un anno - aggiunge - e ottenuto grandi risultati per gli Stati Uniti, come l'acquisto di molti aerei Boeing. A questo punto il governo sta cambiando e tante persone stanno lasciando l'amministrazione. Lui mi ha detto: 'Al dipartimento di Stato l'incarico è finito, perché non vai a fare business, visto che sei capace? Almeno guadagni qualcosa'. Gli ho risposto: "Signor presidente, hai sempre ragione'". Ha detto che molte persone stanno lasciando l'amministrazione: temono la sconfitta alle elezioni di midterm? "Certo, tutti stanno lasciando. Non lasciando, scappando" continua Zampolli. 

I rapporti con l'ambasciatore americano in Italia

È vero che l'ambasciatore americano in Italia, Tilman Fertitta, si era lamentato delle sue invasioni di campo? "Questo - afferma ancora - era accaduto proprio all'inizio, ma in seguito tutto si era normalizzato. Poi è arrivato il casino della colazione con Conte, ma nessuno si è arrabbiato. Quindi gli attacchi di Report, che sono politici e finanziati, perciò mi sono dovuto difendere. Ma non ho mai detto che l'Italia era il mio territorio: non lo è mai stata, non l'ho mai chiesta. Io non sono il loro referente per l'America. Non lo sono mai stato e non volevo esserlo". Con Conte aveva discusso di affari? "Una colazione. Abbiamo parlato cinque minuti di quel palazzo ed è finita li". Si riferisce all'Hotel Plaza, che la famiglia Paladino voleva vendere? "No, io avevo un acquirente. Poi è finita lì" conclude il diplomatico. 

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