Caso Christa Pike, si dimette il capo delle prigioni del Tennessee

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Frank Strada, già in passato al centro di altre fallite esecuzioni mortali, ha fatto un passo indietro. A confermarlo è stato il governatore locale, Bill Lee. "Apprezzo la sua disponibilità a mettere al primo posto gli interessi dei cittadini del Tennessee in questo momento difficile", ha dichiarato

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Frank Strada, il capo delle prigioni del Tennessee, ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni dopo la fallita esecuzione di Chista Pike. Lo ha confermato il governatore Bill Lee. "Apprezzo la sua disponibilità a mettere al primo posto gli interessi dei cittadini del Tennessee in questo momento difficile", ha dichiarato Lee. "Ho accettato la sua decisione di lasciare l'incarico e gli sono grato per l'impegno a garantire una transizione senza intoppi ai vertici del dipartimento".

Sospese le prossime esecuzioni

Lo stesso Lee ha deciso di sospendere tutte le prossime esecuzioni e ordinato un'indagine indipendente sul fallito tentativo di uccidere Pike con le iniezioni letali. Strada, si è scoperto dopo l'esecuzione fallita della donna, aveva alle spalle altre quattro esecuzioni con esito negativo in altrettanti anni in due Stati. 

Le esecuzioni fallite

Dopo quanto successo Christa Pike ora lotta tra la vita e la morte in un ospedale di Nashville ed è diventata proprio negli scorsi giorni la prima persona condannata a morte negli Usa a sopravvivere dopo la somministrazione dei farmaci destinati a ucciderla. Come detto nel passato di Strada c'erano altre esecuzioni fallite: prima di quella di maggio quando, sempre in Tennessee, il boia impiegò più di un'ora nel tentativo di trovare una vena a Tony Carruthers finendo per interrompere la procedura senza iniettare il veleno, nel 2022 in Arizona sotto la sua responsabilità tre condanne a morte si protrassero a lungo e furono segnate da gravi problemi.

Gli elementi comuni

Secondo gli avvocati specializzati in casi di pena capitale, nelle cinque esecuzioni problematiche avvenute sotto la direzione dello stesso Strada tornano elementi comuni, tra cui la prolungata sofferenza dei condannati e procedure di iniezione non chiare. I legali sostengono inoltre che, alla luce dei precedenti in Arizona, Lee non avrebbe mai dovuto nominare Strada alla guida del sistema penitenziario del Tennessee.

Cosa è successo a Christa Pike

Secondo alcune testimonianze, infatti, Pike è stata sentita soffocare e respirare con difficoltà un'ora dopo la prima iniezione di pentobarbital, un potente sedativo. Quando anche una seconda dose non è riuscita a provocarne la morte, la donna è stata trasferita in gravi condizioni in ospedale dove è stata intubata e attaccata ad un respiratore artificiale dove i medici l'hanno sottoposta a terapie specifiche.

Il futuro

Il trattamento subito dalla donna potrebbe rientrare, dopo quanto accaduto, nella definizione di "punizione inusuale e crudele" proibita dal'Ottavo Emendamento della Costituzione americana. Se poi la donna dovesse anche aver subito danni cerebrali, un nuovo tentativo di mandarla a morte sarebbe illegale perchè il condannato, per la legge Usa, deve essere consapevole della punizione a cui sta andando incontro. 

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