Il documentario, uscito il 28 settembre, racconta il sistema alla base dell'uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza. Per l’esercito israeliano, che ha diffuso un comunicato ufficiale, la narrazione di Naza “si basa su numerosi errori fattuali derivanti da rappresentazioni manipolatorie della realtà". Poi sull’AI: “Lintelligenza artificiale non ha mai selezionato autonomamente gli obiettivi da colpire per conto dell'Idf” come invece afferma il film
Il film Naza "presenta un quadro distorto, fuorviante e non imparziale del processo di pianificazione degli obiettivi e di esecuzione degli attacchi da parte dell'esercito”. Commenta così l’Idf, a tre giorni dall'uscita nelle sale cinematografiche del documentario che racconta il sistema alla base dell'uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza, in un lungo comunicato ufficiale diramato dall’esercito di Israele. “La narrazione del film si basa su numerosi errori fattuali derivanti da rappresentazioni manipolatorie della realtà", si legge nella nota che sottolinea come "l'esercito israeliano non abbia mai pianificato, approvato o condotto a Gaza un attacco nel quale si prevedesse l'uccisione di 500 civili, o anche solo di un numero lontanamente paragonabile. Né è mai stato seriamente sostenuto che un attacco dell'Idf abbia causato un numero di vittime di tale entità o vicino a esso".
Idf: “AI non seleziona autonomamente obiettivi” come invece afferma il film
L’Idf ha poi voluto difendersi in merito all’utilizzo dell’AI. Nel documentario si parla esplicitamente di intelligenza artificiale, spiegando come l’esercito usi il sistema per localizzare i bersagli e stimare le possibili vittime civili prima di un attacco. Ma, come si legge nel comunicato dell’esercito israeliano, “lintelligenza artificiale non ha mai selezionato autonomamente gli obiettivi da colpire per conto dell'Idf. L'individuazione degli obiettivi da colpire viene effettuata esclusivamente da ufficiali dell'intelligence autorizzati, gli attacchi vengono pianificati dai professionisti competenti e la decisione se procedere o meno viene presa dai comandanti operativi". Secondo l’Idf, "in sintesi, contrariamente a quanto sostenuto nel film, tra le altre cose: le direttive vincolanti dell'Idf distinguono in modo esplicito, completo e chiaro tra gli operatori militari e i civili non coinvolti a Gaza. I processi di individuazione degli obiettivi si basano fondamentalmente su questa distinzione, vietano di dirigere intenzionalmente gli attacchi contro i civili e impongono di ridurre, per quanto concretamente possibile, il rischio di arrecare loro danno".