Secondo The Atlantic, il 26 settembre il capo dell’intelligence egiziana sarebbe volato a Tel Aviv per avvertire Israele che Hamas sembrava mobilitarsi per un attacco di vasta portata. Anche il New York Times riferisce di una segnalazione arrivata dagli Emirati Arabi Uniti. Netanyahu ha sempre negato di essere stato informato in anticipo
Prima dell’attacco del 7 ottobre 2023, il governo di Netanyahu avrebbe ricevuto almeno due avvertimenti su un possibile attacco di Hamas su larga scala contro Israele. Secondo nuove ricostruzioni di The Atlantic e del New York Times, le segnalazioni sarebbero arrivate dall’Egitto e dagli Emirati Arabi Uniti nelle settimane precedenti. Il premier Benjamin Netanyahu ha però sempre negato di essere stato informato in anticipo di un possibile attacco.
L’avvertimento dell’intelligence egiziana
Secondo The Atlantic, il capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel avrebbe avvertito Israele poco meno di due settimane prima del 7 ottobre. La rivista, citando fonti israeliane, egiziane, americane, arabe ed europee, riferisce che Kamel volò a Tel Aviv il 26 settembre 2023 per segnalare che Hamas sembrava prepararsi a un attacco di vasta portata. Il capo dell’intelligence egiziana avrebbe inoltre suggerito al governo israeliano di concedere ad Hamas alcune agevolazioni economiche per cercare di evitare un conflitto. Il suo messaggio, secondo un ex funzionario israeliano informato in seguito sulla visita, fu: "Se non cambiate rotta, Gaza vi esploderà in faccia".
La segnalazione dagli Emirati
Anche il New York Times riferisce di un altro possibile avvertimento arrivato prima dell’attacco. Secondo il quotidiano il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed avrebbe comunicato riservatamente a Netanyahu che Hamas stava valutando un’operazione di vaste proporzioni, una circostanza su cui aveva già scritto il quotidiano israeliano Haaretz. Il Nyt cita una persona che sostiene di aver parlato con il leader emiratino e un’altra che sarebbe stata informata da qualcuno presente alla conversazione. Secondo cinque ex alti funzionari israeliani, però, questa segnalazione non sarebbe mai arrivata ai vertici dell’apparato di sicurezza. Il primo ottobre 2023, Netanyahu riunì i vertici della sicurezza per discutere della situazione a Gaza. Secondo i verbali visionati dal New York Times, durante l’incontro il premier non fece riferimento all’avvertimento e indicò come obiettivo il mantenimento della calma nella Striscia. Si oppose inoltre alla proposta di alcuni funzionari di valutare attacchi contro i leader di Hamas, sostenendo che un’azione militare a Gaza avrebbe potuto compromettere la prospettiva di stabilire relazioni diplomatiche con l’Arabia Saudita. Netanyahu, come detto, ha sempre respinto le ricostruzioni secondo cui sarebbe stato informato in anticipo di un possibile attacco. Anche il partito del premier, Likud, ha contestato le nuove pubblicazioni: "Con l'avvicinarsi delle elezioni, assistiamo a un'ondata di pubblicazioni false da parte di giornalisti di sinistra reclutati con l'obiettivo di rovesciare la destra e insediare un governo di sinistra guidato dai Fratelli Musulmani”.