Sudafrica, agguato di tre killer in una casa a Durban: almeno 11 morti

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"Le vittime, tra cui una donna incinta, erano riunite in una casa poco prima delle 23", ha detto il capo del governo provinciale di KwaZulu-Natal, Thamsanqa Ntuli. Due persone sono sopravvissute all'attacco

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Undici persone sono state uccise da tre assalitori che hanno fatto irruzione in un’abitazione a Durban, principale città della provincia di KwaZulu-Natal, nella parte orientale del Sudafrica. Dieci vittime sono morte sul posto, mentre un'altra è deceduta successivamente in ospedale.  La notizia è stata diffusa dal primo ministro della provincia, Thamsanqa Ntuli.  "Le vittime, tra cui una donna incinta, erano riunite in una casa poco prima delle 23:00 quando alcuni assalitori armati hanno fatto irruzione sul posto e hanno aperto il fuoco", ha dichiarato il funzionario all’AFP, aggiungendo che due persone sono sopravvissute. In Sudafrica le armi da fuoco sono molto diffuse e le sparatorie sono frequenti, spesso alimentate dalla rivalità tra bande e dalla competizione tra attività commerciali illegali. Sono tre in totale le persone sopravvissute all’attacco, avvenuto a KwaMakhutha, un quartiere povero a sud di Durban, ha riferito la polizia.

Si indaga sul movente

Nessun arresto è stato finora effettuato e le forze dell'ordine hanno avviato una vasta caccia all'uomo per rintracciare gli assalitori. Il movente della strage non è ancora chiaro, ha spiegato la polizia, secondo la quale gli investigatori stanno seguendo una pista "promettente". L’emittente televisiva locale eNCA ha riferito che gli aggressori hanno costretto tutti a entrare in una stanza prima di sparare e hanno anche dato fuoco all’auto di una delle vittime. La polizia ha affermato che alcune delle vittime erano note agli investigatori nell'ambito di indagini su attività criminali. "Non si può escludere una faida tra gruppi rivali", hanno affermato le autorità.    

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Sudafrica ha uno dei tassi di omicidi più elevati

Il premier della provincia, Thami Ntuli, ha definito l'eccidio "profondamente scioccante" e ha invitato la popolazione a collaborare con gli investigatori. La strage è l'ultima di una serie di sparatorie di massa che negli ultimi anni hanno colpito il Sudafrica, Paese alle prese con uno dei più elevati tassi di omicidi al mondo, con circa 60 persone uccise ogni giorno in un Paese di circa 62 milioni di abitanti. Lo scorso marzo l’esercito è stato dispiegato nelle zone più colpite dalle violenze per sostenere gli sforzi della polizia volti a contrastare la dilagante criminalità, che il presidente Cyril Ramaphosa ha descritto come una delle maggiori minacce per il Sudafrica.

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