La polizia che ha ritrovato i corpi a Ekurhuleni, a est di Johannesburg, sta indagando per stabilire se vi sia un collegamento tra gli omicidi. Le modalità fortemente simili dei delitti, infatti, hanno sollevato il concreto sospetto di un serial killer attivo nella zona, scatenando un'ondata di panico e proteste di massa in tutto il Paese contro l'inazione del governo
L'uccisione di nove donne negli ultimi due mesi (tra luglio e settembre) ha riacceso rabbia e paura tra i sudafricani. La polizia che ha ritrovati i corpi a Ekurhuleni, a est di Johannesburg, sta indagando per stabilire se vi sia un collegamento tra gli omicidi. Le modalità fortemente simili dei delitti, infatti, hanno sollevato il concreto sospetto di un serial killer attivo nella zona, scatenando un'ondata di panico, veglie e proteste di massa in tutto il Sudafrica contro l'inazione del governo.
Il ritrovamento dei corpi
I corpi sono stati abbandonati principalmente lungo le strade o nei pressi dell'autostrada R21 a Kempton Park e Dawn Park. La maggior parte delle vittime aveva un'età compresa tra i 20 e i 40 anni. Alcune sono state ritrovate seminude, brutalmente percosse sul volto, legate e con evidenti segni di violenza sessuale. La polizia locale ha invitato alla massima prudenza, raccomandando alle donne di non camminare o correre da sole. Un appello ha suscitato la rabbia dei movimenti civili che accusano lo Stato di scaricare sui cittadini l'onere della sicurezza anziché garantire una reale protezione. Sabato mattina una corsa commemorativa a Johannesburg ha reso omaggio a una delle vittime, Elizabeth Moselakgomo, scomparsa dopo essere uscita per fare jogging e ritrovata senza vita alcuni giorni più tardi. I partecipanti hanno acceso candele e portato uno striscione con la scritta: "Basta. Fermate il femminicidio". "Siamo qui perché abbiamo perso una podista. Ma non siamo al sicuro da nessuna parte", ha dichiarato Lerato Lentsela, una delle decine di persone che ha indossato abiti neri per la corsa. "Non siamo al sicuro quando corriamo, non lo siamo all'ufficio postale, né durante un appuntamento, né nelle nostre case, né su un Uber".
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I femminicidi in Sudafrica
I dati diffusi dalla Human Rights Commission indicano che solo tra aprile e giugno di quest'anno sono state uccise 569 donne in Sudafrica, confermando un tasso di femminicidi tra i più alti al mondo (circa 5 volte superiore alla media globale). Nonostante il presidente Cyril Ramaphosa abbia dichiarato la violenza di genere un "disastro nazionale" alla fine del 2025, organizzazioni come Amnesty International denunciano la persistente lentezza del sistema giudiziario e la mancanza di riforme strutturali per arginare l'emergenza. "Adesso basta - ha dichiarato la Uyinene Mrwetyana Foundation, un'organizzazione impegnata nella lotta alla violenza di genere -. Le nostre donne meritano di vivere, camminare, correre ed esistere senza paura".