Rapina Donnarumma, la testimonianza della moglie: "Colpita incinta"

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Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quella vissuta dalla coppia fu una vera notte da incubo. I malviventi entrarono nell’abitazione passando dal tetto e raggiungendo il balcone, sorprendendo nel sonno Donnarumma e la compagna. Tre gli imputati, la Procura di Parigi chiede 10 anni per 'Ganito'

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Risvolti drammatici emergono dal tribunale di Parigi sulla violenta rapina subita nel 2023 da Gianluigi Donnarumma e dalla compagna Alessia Elefante nell’appartamento di Avenue Montaigne. Al centro del processo c’è anche la testimonianza della donna, aggredita fisicamente dai rapinatori mentre era incinta. Sono tre gli uomini alla sbarra. Ilyas Kherbouch, 21 anni, e Khyan M., 22, sono accusati di essere i presunti mandanti della rapina, che avrebbero coordinato telefonicamente. Entrambi negano le accuse. Moktar D., 24 anni, è invece l'unico imputato presente sul luogo del colpo. A riportare nuovi particolari della vicenda è il Daily Mail. Inanto oggi, la Procura di Parigi ha chiesto 10 anni di carcere per IKherbouch, detto "Ganito", accusato di aver avuto un ruolo nell'organizzazione del colpo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quella vissuta dalla coppia fu una vera notte da incubo. I malviventi entrarono nell’abitazione passando dal tetto e raggiungendo il balcone, sorprendendo nel sonno Donnarumma e la compagna.

 

Il racconto di Alessia Elefante

Svegliata dalle urla dei rapinatori, che pretendevano denaro e gioielli, Alessia Elefante avrebbe consegnato immediatamente un orologio Cartier, diversi oggetti preziosi e 2.000 euro in contanti. La situazione sarebbe però degenerata quando i banditi le chiesero la combinazione della cassaforte, che la donna non conosceva.

Convinti che stesse mentendo, gli aggressori avrebbero reagito con violenza. "Pensavano che stessi mentendo", ha raccontato Elefante agli investigatori, ricostruendo quei momenti di terrore: "Mi hanno tirato per i capelli e uno di loro mi ha colpita alle cosce. Ho detto che ero incinta, ma hanno continuato".

Le accuse nel processo

I rapinatori riuscirono infine a impossessarsi di numerosi beni di lusso, tra cui borse e orologi di elevato valore, oltre alle chiavi di due automobili. Gli avvocati della coppia hanno sottolineato come l’esperienza abbia lasciato profonde conseguenze sul piano psicologico, con Donnarumma ed Elefante ancora segnati dallo shock subito. Nel processo sono coinvolti anche altri due imputati: Khyan Mamouni, che respinge ogni responsabilità, e Moktar Diop, che ha ammesso di aver partecipato alla rapina ma nega di aver commesso violenze. Kherbouch, che si trovava già in carcere al momento dei fatti, nega invece le accuse.

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Ieri gli insulti in aula

Insulti in aula, familiari allontanati e due imputati espulsi: si era conclusa in un clima di forte tensione l'udienza del processo di ieri. Durante l'udienza Kherbouch e Khyan M. avevano più volte contestato i giudici e la polizia, fino a essere espulsi dall'aula. La presidente del tribunale aveva definito l'udienza "catastrofica" prima di sospendere i lavori poco dopo le 21.20.

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