Il governo di Roma ha deciso di prorogare per 15 giorni la sospensione dell'accordo di libera circolazione, e Madrid ha risposto con la decisione "di prolungare per due settimane i controlli frontalieri dei passeggeri” provenienti dall’Italia. A Ceuta intanto prosegue la crisi: si sono registrati infatti scontri tra migranti, e la polizia è intervenuta sparando in aria colpi di arma da fuoco a scopo dissuasorio. Circa 5mila persone restano nell’exclave, tra cui 1.500 minorenni
Resta alta la tensione tra Roma e Madrid, scoppiata dopo l’ondata migratoria che ha investito l’exclave di Ceuta. Ieri il governo italiano ha prorogato per 15 giorni la sospensione dell'accordo di Schengen, in particolare con il ripristino dei controlli alle frontiere aeree e marittime dei viaggiatori in arrivo dalla Spagna. E da parte sua Madrid ha risposto con la decisione "di prolungare per due settimane i controlli frontalieri dei passeggeri che via mare o via aerea accedono al territorio nazionale provenienti dall'Italia”.
La decisione dell’Italia
Il ministero dell’Interno italiano ha parlato di una decisione “assunta, in linea con l'analisi effettuata dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, in ragione del permanere degli elementi di valutazione che erano stati alla base della loro reintroduzione lo scorso 1° agosto, ma al contempo anche tenendo conto delle iniziative già avviate dalla Spagna, insieme all'Unione Europea, affinché in quell'area la situazione possa avviarsi a una prossima normalizzazione”. Il ministro Piantedosi ha spiegato che “abbiamo limitato la proroga a 15 giorni - ha spiegato il ministro - perché se da una parte l'analisi fatta dagli specialisti indica che permangano le motivazioni per cui è stata iniziata questa misura, d'altra parte sicuramente è apprezzabile lo sforzo che sta facendo il governo spagnolo, insieme all'Unione Europea, per superare la situazione che si è creata”.
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I controlli della Spagna
Da parte sua la Spagna, fino a domenica 30 agosto, ha controllato 1.066 voli con un totale di 12.337 passeggeri di Paesi terzi provenienti dall'Italia. Un totale di 1.788 agenti hanno partecipato ai controlli. La decisione di Madrid di ripristinare i controlli dallo scorso 8 agosto aveva fatto seguito a quella adottata lo scorso 31 luglio dal governo italiano di sospendere l'accordo Schengen di libera circolazione con la Spagna per motivi di "sicurezza nazionale" a fronte della crisi migratoria a Ceuta. Prima della sospensione da parte di Madrid, il governo presieduto da Pedro Sanchez aveva chiesto a Roma di revocare le misure restrittive, senza successo.
La situazione a Ceuta
La crisi nell’exclave di Ceuta, intanto, prosegue: si sono registrati infatti scontri tra migranti e la polizia è intervenuta sparando in aria colpi di arma da fuoco a scopo dissuasorio. Sulla situazione, che prosegue ormai da un mese, è intervenuto ancora il premier spagnolo Pedro Sanchez: "Ci sono state reti russe e israeliane che hanno diffuso una menzogna, dando a intendere che se si entrava a nuoto in questa città autonoma, era impossibile il respingimento alla frontiera, cosa che non è vera", ha spiegato Sanchez, aggiungendo che "tra il 30 e il 31 luglio sono entrati a Ceuta intorno alle settantamila persone, delle quali nove su dieci tornate in Marocco. Resterebbero cinquemila persone, delle quali 1.500 minorenni".