Dalle scorte di acqua al cibo, il piano di Londra in caso di attacco russo: cosa sappiamo

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©IPA/Fotogramma

Introduzione

Fare scorte di cibo in scatola e acqua, e fare quanto necessario per prepararsi a un’emergenza a livello nazionale: ci sarebbe questo - tra le altre cose - al centro di una nuova campagna pensata dal governo del Regno Unito per aumentare la capacità di resistenza del Paese. L’idea dell’esecutivo di Andy Burnham, secondo quanto ricostruito dal Guardian, sarebbe quella di spingere le persone a essere pronte per affrontare eventi come ondate estreme di calore o anche attacchi da parte di altri Paesi ostili.

Quello che devi sapere

Cosa prevede il piano di Londra

I piani del governo di Londra sono stati svelati dal Financial Times, secondo cui l’obiettivo del Regno Unito sarebbe quello di accertarsi che le famiglie abbiano scorte di base a sufficienza e sappiano come comportarsi in caso di crisi: questo permetterebbe ai sistemi di emergenza di dedicare le risorse alle persone più vulnerabili. I potenziali disastri presi in considerazione sono vari, dai cyber-attacchi fino a ondate di calore o anche alluvioni.

 

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Le minacce da affrontare

I preparativi per simili scenari, spiega ancora il Guardian, sono aumentati considerevolmente nell’ultimo periodo anche a seguito di diversi incidenti avvenuti sia nel Regno Unito sia nel resto del mondo. E i piani del governo, come rivelato dal Financial Times, comprendono anche i necessari preparativi militari nel caso un Paese nemico decidesse di attaccare Londra. La Prima Segretaria di Stato Louise Haigh - di fatto la vice di Andy Burnham - è alla guida del coordinamento e pianificazione di questo “war book”, una sorta di manuale su cosa fare in una simile circostanza.

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La paura di un attacco russo

I timori di un possibile attacco nel Regno Unito non sono una novità a Londra: il predecessore di Andy Burnham, Keir Starmer, solamente nel giugno di quest’anno aveva ammonito che nel giro di 4 anni la Russia "potrebbe attaccare la Nato”. L’ex leader laburista aveva accreditato la scadenza del 2030 a valutazioni "dei nostri servizi d'intelligence e di quelli di altri Paesi" alleati.

La tensione tra Londra e Mosca

La tensione tra i due Paesi, del resto, è molto alta: pochi giorni fa Andy Burnham durante una visita in Ucraina ha detto che “da 30 anni la Russia cerca di mettere fine alla vostra indipendenza ma ha fallito, le sue azioni l'hanno rafforzata. Siete una democrazia viva con un brillante futuro davanti, il Regno Unito ha tenuto viva la fiamma della libertà del XX secolo, voi lo avete fatto nel XXI. Sono determinato con i Volenterosi a darvi l'aiuto che serve, non solo per la difesa aerea ma anche per distruggere i missili russi prima che partano”. Il premier britannico ha paragonato la resistenza dell'Ucraina contro la Russia alla lotta del Regno Unito contro la Germania nazista.

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Il nodo dei missili a lungo raggio

Ma non ci sono solo le parole: Burnham ha infatti formalizzato a Kiev l'autorizzazione a fornire i progetti riservati del missile a lungo raggio Storm Shadow. Londra in questo modo permetterà a Ucraina e Francia di avviare linee di assemblaggio del missile in territorio ucraino, da impiegare contro la Russia. Poche ore prima dell’annuncio, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva commentato l’intenzione di Londra affermando che “il Regno Unito partecipa a questa guerra a fianco del regime di Kiev, alimenta sistematicamente e regolarmente il conflitto”. Dunque le forze armate russe "stanno svolgendo il lavoro necessario, ottenendo i dati necessari per individuare i luoghi di produzione di tali missili e di altre attrezzature militari, e stanno adottando misure per distruggere gli obiettivi corrispondenti”.

L’ipotesi di una risposta “semi-militare”

E solo due giorni fa un ex viceministro degli Esteri russo ha affermato che potrebbe esserci una risposta "semi-militare", come azioni di sabotaggio, contro le fabbriche di droni britanniche da parte di "gruppi sconosciuti”: atti che sarebbero compiuti dopo che è cresciuto il sostegno militare del Regno Unito all'Ucraina, con il via libera di Londra alla produzione di missili a lungo raggio Storm Shadow da parte di Kiev, fortemente condannato dal Cremlino. Andrei Fedorov, commentatore e abituale ospite della tv russa, in un'intervista al programma Newsnight della Bbc ha infatti sottolineato che il presidente Vladimir Putin è sottoposto a una pressione "forte" affinché "adotti determinate misure contro il Regno".

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L’opinione degli esperti

In ogni caso alcuni esperti britannici hanno ridimensionato la portata della decisione del Regno Unito. Per gli analisti si tratta di un segnale politico importante, che dimostra la disponibilità di alcuni Paesi occidentali a condividere competenze, ma i sistemi di armamento - usati per colpire in profondità il territorio russo - non sono in grado di per sé di cambiare l'esito della guerra. Secondo la Bbc si tratta di missili non recenti - sviluppati negli anni '90 - e costosi, circa un milione di sterline l'uno, con filiere produttive complesse e ritmi di produzione di poche centinaia di unità. Anche con i progetti in mano, l'Ucraina potrebbe faticare a reperire le componenti: produrre il missile in proprio richiederà quindi mesi, se non anni.

 

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