Incidente in Perù, spagnolo: “7 giorni fa ero su quell’aereo, ci dissero che era sicuro”

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Un cittadino spagnolo residente in Perù aveva volato una settimana fa sullo stesso aereo coinvolto nella tragedia di Nazca, insieme ai genitori. L’uomo ha raccontato che il velivolo era stato presentato come sicuro, ma prima del decollo non erano state fornite indicazioni sulle emergenze

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Antonio López, cittadino spagnolo residente in Perù, aveva viaggiato appena una settimana fa sullo stesso aereo coinvolto nella tragedia di Nazca. Con lui c’erano sua madre e suo padre. Dopo aver appreso la notizia dell’incidente, l’uomo ha raccontato a Infobae lo shock provato: "Appena l'ho saputo, ho iniziato a sentire un turbinio di emozioni perché so che sarebbe potuto succedere a me, e con i miei genitori coinvolti". 

Le rassicurazioni sulla sicurezza dell’aereo

 

“In aeroporto tutto era tranquillo: l'ingresso, i controlli di sicurezza e l'imbarco si sono svolti senza intoppi”, ha raccontato, per poi sottolineare: “Ci era stato detto che questi aerei erano i più sicuri, erano del 2020-2021. Non potevamo sospettare che qualcosa potesse andare storto". Una volta a bordo, l’uomo aveva notato le dimensioni ridotte e la dotazione essenziale del velivolo, senza tuttavia avere motivi per preoccuparsi. Ha però sottolineato che, prima del decollo, non erano state fornite spiegazioni sui protocolli da seguire in caso di emergenza. "Quando sali a bordo di questo piccolo aereo, ti rendi conto che non è uno di quei grandi aerei di linea commerciali. È molto meno equipaggiato in termini di infrastrutture, posti a sedere e così via, ma è perfettamente funzionale. Non hai nulla da sospettare”. Però “non ti danno alcun avviso di sicurezza, tipo 'Ehi, in caso di emergenza'. Non ti dicono niente, solo 'buon viaggio, allacciate le cinture'".

 

Le oscillazioni durante il volo  

 

Durante una parte del viaggio, l’aereo aveva subito alcune oscillazioni. In quel momento, López aveva pensato che fossero dovute alle condizioni atmosferiche della zona. "Sapevamo dei famosi venti di Paracas, di quanto siano violenti e quasi imprevedibili”. Nonostante alcuni scossoni, i passeggeri avevano cercato di mantenere la calma: "Si ride per il nervosismo, perché per un attimo fa davvero paura", ha concluso.

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