All'e-commerce cinese vengono contestate carenze nei controlli sulle merci non conformi. La vicepresidente della Commissione Ue: "La contraffazione non è un rischio inevitabile". Quella elevata ad Aliexpress è la sanzione più alta nell'ambito del Digital Services Act. Ma l'azienda non ci sta: "È sproporzionata"
La Commissione europea ha inflitto ad AliExpress una multa da 550 milioni di euro per violazione degli obblighi previsti dal Dsa, il Digital Services Act, nella gestione dei rischi legati alla vendita di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti sulla piattaforma. Bruxelles contesta al marketplace del gruppo Alibaba di non aver adottato misure adeguate per individuare, limitare e rimuovere questo tipo di prodotti. La società dovrà presentare entro il 20 ottobre un piano d'azione per adeguarsi alla decisione, altrimenti potrà incorrere in ulteriori sanzioni periodiche.
Le contestazioni della Commissione europea
Secondo la Commissione, AliExpress non avrebbe effettuato una valutazione adeguata del rischio di diffusione di prodotti illegali attraverso la propria piattaforma. L'esecutivo Ue sostiene che l'azienda abbia sopravvalutato l'efficacia dei sistemi utilizzati per individuare e rimuovere gli articoli non conformi, senza considerare in modo realistico il divario tra il numero di controllori disponibili e il volume dei prodotti da verificare.
Bruxelles evidenzia inoltre che i sistemi di raccomandazione e la pubblicità online continuavano a promuovere prodotti illegali prima della loro rimozione. Secondo i test condotti dalla Commissione, diversi articoli sono rimasti disponibili per settimane anche dopo essere stati individuati come non conformi.
Tra le criticità contestate figurano anche un sistema di rilevamento ritenuto inefficace, l'insufficiente applicazione delle sanzioni ai venditori recidivi e controlli facilmente aggirabili attraverso l'errata classificazione dei prodotti. Anche il sistema di autorizzazione dei marchi introdotto per contrastare la contraffazione viene giudicato inadeguato, perché sarebbe stato facilmente eluso a causa di verifiche e personale insufficienti.
Leggi anche
Made in Italy, contraffazione: 41% merci sequestrate sono giocattoli
Il procedimento avviato nel 2024
L'indagine era stata aperta il 14 marzo 2024 per verificare il rispetto degli obblighi previsti dal Dsa. Nel giugno 2025 la Commissione aveva reso vincolanti alcuni impegni assunti dalla piattaforma su una parte delle contestazioni, mantenendo però aperto il procedimento relativo alla valutazione e alla mitigazione dei rischi collegati alla diffusione di prodotti illegali. La decisione adottata conclude questo filone dell'inchiesta.
La Commissione sottolinea inoltre che la durata delle violazioni, protrattesi almeno fino a giugno 2025, ha contribuito alla determinazione dell'importo della sanzione, insieme alla gravità delle infrazioni e al numero di utenti europei coinvolti. Nel calcolo sono state considerate anche circostanze attenuanti, tra cui la recente entrata in vigore del Dsa.
La multa più elevata
Con 550 milioni di euro, quella inflitta ad AliExpress rappresenta la sanzione più elevata finora comminata dalla Commissione europea nell'ambito del Digital Services Act. Secondo Bruxelles, l'importo resta comunque ben al di sotto del limite massimo previsto dalla normativa, pari al 6% del fatturato globale dell'azienda, e rappresenta meno dell'1% dei ricavi del gruppo Alibaba. Alla fine del 2025 AliExpress contava circa 193 milioni di utenti nell'Unione europea, risultando la principale piattaforma cinese di e-commerce presente nel mercato europeo.
Leggi anche
Multa Ue a Temu da 200 milioni per prodotti illegali e non conformi
"La contraffazione non è un rischio inevitabile"
Commentando la decisione, la vicepresidente della Commissione europea per la sovranità tecnologica, Henna Virkkunen, ha dichiarato: "La diffusione di abbigliamento contraffatto, giocattoli non sicuri, cosmetici pericolosi e altri prodotti illegali e nocivi non è un costo inevitabile dello shopping online: si tratta di un inadempimento da parte di AliExpress dei propri obblighi ai sensi della legge sui servizi digitali".
La Virkkunen ha aggiunto che le dimensioni della società "non sono una scusa: i rischi devono essere identificati e affrontati in modo sistematico per garantire che i consumatori possano fare acquisti online in sicurezza. Oggi chiediamo ad AliExpress di attenersi a questo standard e le chiediamo di intervenire".
La replica di AliExpress
AliExpress, da parte sua, respinge le conclusioni della Commissione europea. In una nota, la società afferma: "Non siamo d'accordo con la decisione odierna e con la sanzione sproporzionata che non riflette adeguatamente il nostro quadro normativo consolidato e i significativi miglioramenti proattivi che abbiamo apportato".
L'azienda aggiunge di stare "esaminando attentamente la decisione e valutando tutte le opzioni disponibili", ribadendo di essere "fermamente impegnata a rispettare i propri obblighi" e ricordando "le risorse considerevoli" investite nella valutazione e mitigazione dei rischi, nella sicurezza dei prodotti e nella tutela dei consumatori.