Dazi, tassa sui piccoli pacchi in Ue al via dal 1° luglio: cosa sapere

Economia
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Introduzione

Con l'inizio del mese di luglio entra in vigore in Italia la tassa europea da 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-Ue. Viene quindi abolita la franchigia doganale che dal 1992 garantiva l'ingresso nell'Unione senza dazi alle spedizioni di valore ridotto.

Quello che devi sapere

Tassa italiana slitta al 1° ottobre

Da AliExpress a Temu o Shein: a partire dal 1° luglio l'acquisto sui portali di e-commerce costerà di più, ma solo per i prodotti fino a 150 euro di valore. Come stabilito da un recente Consiglio dei Ministri, slitta invece al 1° ottobre 2026 l'entrata in vigore della tassa nazionale da 2 euro, applicata sempre sui piccoli pacchi extra-Ue, in aggiunta al tributo europeo.

 

Per approfondire: Slitta la tassa italiana sui piccoli pacchi, da luglio entra in vigore quella Ue

L'obiettivo

La duplice stretta sui piccoli pacchi, a partire dal Regolamento 2026/1200 pubblicato l'8 giugno nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, è quello di frenare l'ondata di merci a prezzi stracciati comprate online e imballate in mini confezioni provienenti dalla Cina. Nel 2024 i pacchi confezionati dal gigante asiatico hanno rappresentato il 91% sui 4,6 miliardi totali di quelli importati in tutta l'Unione. "La misura sostituisce un’esenzione doganale obsoleta che non è più giustificata e che di fatto conferisce un vantaggio competitivo a determinati modelli di business", sottolinea la Commissione europea, chiarendo che non si tratta di una "tassa sui consumatori".

 

Per approfondire: Tasse sui pacchi e sul gasolio, l’impatto dei nuovi rincari arrivati nel 2026. I DATI

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L'impatto ambientale

Oltre a rafforzare i controlli e tutelare le imprese europee dalla concorrenza sleale di operatori del settore, la normativa sui piccoli pacchi si propone di imprimere una svolta dal punto di vista ambientale. La tassa punta a scoraggiare la proliferazione di imballaggi in plastica su singole merci, difficili da smaltire e facili da disperdere soprattutto nei mari. 

 

Per approfondire: Amazon, stop al progetto di consegna pacchi con droni in Italia. I motivi

La tassa italiana

Dopo la decisione "last minute" del governo, il balzello in vigore da luglio sarà solo quello Ue. Previsto dall'ultima Legge di bilancio e finora mai applicato, il tributo sui pacchi avrebbe portato nelle casse dello Stato circa 122,5 milioni di euro per quest'anno. Dal 2027, invece, le entrate stimate salirebbero a 245 milioni. 

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Come funziona la tassa europea

A colmare, almeno in parte, il mancato gettito sarà la stessa tassa Ue che come previsto dal regolamento destina un quarto dell'introito a ciascun Paese comunitario. Non solo: diverse associazioni di imprese sostengono che l'Italia non avrebbe beneficiato dall'applicazione del contributo nazionale. Con l'entrata in vigore dei due euro le imprese potrebbero far arrivare i pacchi in Paesi europei come Olanda, Belgio e Ungheria, dove manca la tassa aggiuntiva e, una volta sdoganati, entrerebbero nella Penisola tramite il trasporto su gomma finendo così per ridurre i commerci.

Come viene calcolata la tassa

La nuova tassa europea dispiega i suoi effetti sul singolo articolo, in base alla "classificazione tariffaria". Ipotizzando, per esempio, l'acquisto di 5 magliette sullo stesso portale online (extra-Ue) rimanendo sotto la soglia dei 150 euro, verrebbe applicato un unico tributo da 3 euro. Al contrario, optando per l'acquisto di una maglietta e di un orologio, bisognerebbe mettere in conto un dazio da 6 euro in quanto verrebbe applicato su due articoli differenti.

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Entro il 2028 la riforma delle dogane Ue

Il debutto della nuova tassazione ha carattere transitorio per due anni e segna un primo passaggio verso la riforma delle dogane Ue che sarà ultimata nel 2028 quando, salvo ritardi, dovrebbe diventare operativo il sistema EU Customs Data Hub. Il meccanismo modificherà le modalità di controllo delle merci da sdoganare nella direzione di regole uniche.

Da novembre tariffa di gestione

Dall'applicazione della tassa sono esclusi i beni che godono di accordi commerciali preferenziali o di misure dell'Unione doganale "a condizione che l’Iva non sia stata riscossa tramite Ioss e che siano dichiarati nel primo semestre". Ulteriori modifiche sono attese per il prossimo novembre, mese per il quale Bruxelles ha fissato l'introduzione di una distinta handling fee europea destinata a coprire i costi amministrativi delle gestioni doganali. La Commissione calcola che le importazioni tramite e-commerce siano aumentate esponenzialmente negli ultimi anni, "toccando quasi 5,9 miliardi di articoli nel 2025".

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Le critiche

L'introduzione della tassa non è tuttavia scevra da critiche, soprattutto da parte di coloro che paventano un colpo a quei consumatori fedeli alle piattaforme di e-commerce per l'acquisto di prodotti a basso costo che altrimenti non si potrebbero permettere. Non solo, i 5 euro a spedizione frutto della somma dei due tributi - europeo e italiano - rischierebbero di vanificare la convenienza rispetto all'acquisto in negozio.

 

Per approfondire: Mini-pacchi in un labirinto di tasse

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