Papa Leone XIV oggi a Lampedusa, il programma della visita pastorale dedicata ai migranti
MondoIl Pontefice visita l'isola simbolo delle migrazioni verso l'Europa. Nel programma una tappa al Cimitero, l’area dedicata alle tombe dei migranti che hanno perso la vita in mare, e una sosta alla Porta d’Europa, monumento dedicato sempre alla memoria dei migranti deceduti durante la traversata verso la Sicilia. Previsto, tra le altre cose, anche un incontro con due bambini le cui storie sono emblematiche delle traversate via mare
Il supporto ai migranti e ai rifugiati resta uno dei temi più cari a Papa Leone XIV. Dopo aver fatto tappa alle Canarie durante il suo viaggio apostolico in Spagna per lanciare un appello all’accoglienza, oggi, 4 luglio, il Pontefice è in visita pastorale a Lampedusa, isola simbolo delle migrazioni verso l’Italia.
Papa Leone in visita pastorale a Lampedusa
L’arrivo di Prevost all’aeroporto di Lampedusa è previsto per le 9 di questa mattina. Poi, stando al programma ufficiale, visiterà il Cimitero, l’area dedicata alle tombe dei migranti che hanno perso la vita cercando di raggiungere l’isola, a cui porterà i suoi omaggi con dei fiori. Segue una sosta alla Porta d’Europa: in località Cavallo Bianco, nel punto più a sud di Lampedusa, è un monumento dedicato sempre alla memoria dei migranti deceduti durante la traversata verso la Sicilia. A quel punto si sposterà al Molo Favaloro, per la benedizione della targa che intitola il Molo a Papa Francesco. In agenda un saluto ad alcuni migranti, la celebrazione della Santa Messa alle 10:30, un saluto alle autorità, ai bambini malati e alle realtà di volontariato. Alle 12:30 dovrebbe decollare per fare rientro in Vaticano, con l’atterraggio a Ciampino previsto per le 13:45.
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L’incontro con i bambini simbolo delle migrazioni: la storia di Maria
Durante la giornata, Leone XIV incontrerà alcuni bambini diventati simbolo delle traversate e dell'accoglienza italiana. Alla Porta d'Europa, dopo aver pregato al cimitero sulle tombe, benedirà Maria e Leonardo, che saranno accompagnati dai loro genitori. Maria, quasi cinque anni, è nata a Lampedusa: era ancora nel grembo della madre Rita Liasso quando è arrivata in Italia. A raccontare la sua storia è proprio la mamma. “Sono partita dalla Tunisia perché c'era il coronavirus e la mia vita e quella di mia figlia erano in pericolo", dice, perché le erano state rifiutate le cure di cui aveva bisogno dopo il viaggio dalla Costa d'Avorio. "Quando ero sul barcone non sentivo dolori. Quando sono arrivata a Lampedusa ho sentito le contrazioni. Mi hanno portato in ambulanza all'elisoccorso, ma non si riusciva a partire. Sono stata trasferita al Poliambulatorio e ho partorito, Maria voleva nascere a Lampedusa", ricorda. La piccola è stata chiamata Maria in onore di Maria Raimondo, infermiera di Corleone in servizio all'ambulatorio di Lampedusa durante il parto. Rita Liasso adesso vive, assieme alla figlia e al marito, a Cassaro, nel Siracusano.
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La storia di Leonardo
Leonardo, 11 anni, è invece arrivato a Lampedusa nel giugno 2016. La madre è morta mentre erano in viaggio sul barcone. "Lampedusa è stata la prima a vederlo, la prima a prendersene cura, il volto concreto della parola 'umanità'. I lampedusani non hanno fatto domande. Hanno fatto spazio. Hanno mostrato a un bambino che aveva perso tutto che non era invisibile", ha già raccontato Maria Poderati, vicedirettrice generale dell'istituto Gonzaga di Palermo e madre adottiva di Leonardo. "Ogni anno torniamo al molo Favaloro per portare dei fiori gialli e arancioni alla mamma di Leonardo. I colori sono quelli del sole di Lampedusa e dei giubbotti di salvataggio: memoria e luce insieme. Per ricordare, per dire grazie, per non dimenticare che dietro ogni numero c’è una storia".