Morto il Nobel François Englert, spiegò l'origine della massa e la "particella di Dio"

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Il fisico belga François Englert, premio Nobel nel 2013 insieme a Peter Higgs, è morto a 93 anni nella sua casa di Uccle, vicino a Bruxelles. Con Robert Brout teorizzò negli anni Sessanta il meccanismo che spiega come le particelle acquisiscono massa, alla base della scoperta del bosone di Higgs, popolarmente noto come "particella di Dio"

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È morto a 93 anni François Englert, il fisico belga che insieme a Peter Higgs vinse il premio Nobel nel 2013 per aver spiegato l'origine della massa delle particelle elementari. Si è spento nella sua abitazione di Uccle, alle porte di Bruxelles. Con il collega Robert Brout aveva elaborato uno dei meccanismi fondanti del Modello Standard della fisica, quello che ha portato alla scoperta del bosone soprannominato "particella di Dio".

Il bambino dell'Olocausto

Nato a Etterbeek il 6 novembre 1932 in una famiglia ebraica di origine polacca, Englert visse un'infanzia segnata dalla persecuzione nazista. Durante la Seconda guerra mondiale rimase nascosto sotto falsa identità, spostandosi tra diverse località belghe – Dinant, Lustin, Stoumont e Annevoie-Rouillon – fino alla Liberazione. Dopo gli studi di ingegneria elettromeccanica, si laureò all'Università Libera di Bruxelles nel 1955 e ottenne il dottorato in fisica nel 1959. Subito dopo si trasferì negli Stati Uniti, alla Cornell University, dove iniziò a lavorare come assistente di Robert Brout: l'avvio di una collaborazione destinata a segnare la fisica teorica del Novecento.

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Tornati in Belgio, i due ricercatori costruirono all'Université Libre un gruppo dedicato alle interazioni fondamentali. Ispirandosi anche agli studi di Yoichiro Nambu sulle transizioni di fase e la superconduttività, svilupparono l'idea della rottura spontanea di simmetria applicata alla teoria quantistica dei campi. Nel 1964 la svolta: Englert e Brout proposero che le particelle potessero acquisire massa interagendo con un campo diffuso ovunque nell'universo. Nello stesso periodo, in modo indipendente, Peter Higgs arrivava a una conclusione analoga, ipotizzando anche l'esistenza di una particella associata a quel campo, il futuro bosone di Higgs. Il meccanismo Brout-Englert-Higgs scioglieva una contraddizione cruciale della fisica dell'epoca, fornendo una delle fondamenta concettuali del Modello Standard.

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La conferma sperimentale arrivò quasi cinquant'anni più tardi. Nel 2012 gli esperimenti Atlas e Cms del Cern di Ginevra annunciarono la scoperta del bosone di Higgs al Large Hadron Collider, la prova decisiva dell'esistenza del campo teorizzato. L'anno seguente Englert condivise il Nobel per la Fisica con Higgs, premiati per aver spiegato l'origine della massa delle particelle subatomiche, fenomeno legato a quella che il pubblico conosce come "particella di Dio".

 

L'eredità scientifica

La carriera di Englert restò legata all'Università di Bruxelles, dove contribuì a far crescere un polo di ricerca che spaziava dalla fisica delle particelle alla cosmologia, dalla teoria quantistica dei campi alla relatività generale. Tra le sue ossessioni intellettuali rimase sempre la grande domanda irrisolta: l'unificazione tra gravità e meccanica quantistica. Nel corso della vita ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Wolf per la Fisica nel 2004 e il Premio Principe delle Asturie nel 2013. Anche dopo la scoperta del bosone continuò a seguire da vicino la fisica delle alte energie, mantenendo i rapporti con il Cern. Lo studio del bosone di Higgs e del suo campo resta oggi una delle frontiere principali della ricerca, con l'obiettivo di esplorare fenomeni che potrebbero spingersi oltre il Modello Standard.

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