La donna sarebbe stata colta da una crisi respiratoria mentre era in spiaggia, dove era accorsa assieme agli altri turisti per evacuare le stanze dell'hotel. Ha perso conoscenza inalando monossido di carbonio quando un'ondata di fumo proveniente dal sito incendiato l'ha investita
Un vasto incendio è divampato all'interno di un resort a Bayahibe, nella Repubblica Dominicana. Nel rogo, avvenuto nel resort Bravo Viva Dominicus Beach, è deceduta una donna italiana, Francesca Valentino, colta da una crisi respiratoria mentre si trovava in spiaggia, dove era accorsa assieme ad altri turisti per evacuare le stanze dell'hotel. La vittima, che avrebbe compiuto 46 anni tra pochi giorni, ha perso conoscenza inalando monossido di carbonio dopo essere stata investita da un'ondata di fumo proveniente dalle fiamme. Come hanno denunciato alcuni testimoni, "non è scattato alcun allarme" a seguito dell'incendio. Nel frattempo, è stata attivata un'unità di emergenza per rilasciare i documenti di viaggio ai connazionali che hanno perso il passaporto e per fornire assistenza.
Chi era Francesca Valentino, dalla danza ai viaggi
Francesca Valentino, casertana, avrebbe compiuto 46 anni di lì a pochi giorni. Cresciuta a Caserta, dove aveva frequentato le medie alla scuola Giannone, si era poi trasferita a Roma per lavorare come insegnante di danza. La passione per i viaggi l'aveva infine portata a spostarsi a Bayahibe, sulla costa orientale dominicana. La scelta di cambiare vita l'aveva raccontata anche nel programma di Sky "Mollo tutto e cambio vita".
Proprio a Bayahibe aveva incontrato l'uomo che sarebbe diventato suo marito, costruendo una famiglia e diventando madre di due bambine. Negli ultimi anni era rientrata in Campania, di nuovo a Caserta, dove gestiva un bed and breakfast nel centro storico. Nell'ultimo post sui social, pubblicato poche ore prima della tragedia, aveva condiviso una foto delle due figlie: gli amici commentavano scherzando sul loro essere ormai "dominicane di Caserta".
L'incendio nel resort a Bayahibe
Come ha riferito la Farnesina in una nota, l'incendio ha colpito alcune aree comuni della struttura. Nel frattempo, Alpitour, il tour operator che supporta molti turisti italiani, ha segnalato la presenza di 285 connazionali nel resort e di altri connazionali in strutture collegate non coinvolte dall'incendio.
Testimone: "Non è scattato alcun allarme"
Secondo la testimonianza di un turista italiano presente nel resort, Gabriele Russo, "non è scattato alcun allarme". "Erano circa le 10.45 quando è scoppiato l'incendio. Non è scattato alcun allarme. Ci siamo aiutati tra di noi", ha raccontato l'uomo, spiegando che "abbiamo bussato alle porte dei vari bungalow per avvertire gli altri e farli uscire, siamo poi andati tutti in spiaggia, non c'era un vero e proprio piano di evacuazione". Poi ha aggiunto: "Nessuno di noi riusciva a capire in quel momento dove dovesse andare per mettersi in salvo. Non sappiamo cosa abbia provocato l'incendio".
Testimone: "Il vento ha alimentato le fiamme"
Russo ha poi riferito che "da quel che ci risulta, il rogo sarebbe scoppiato nell'area che ospita la mensa, che ha solo due vie di fuga. Il vento ha fatto poi in modo tale che anche gli altri bungalow, avendo il tetto in paglia, si incendiassero". Si è trattato di "una reazione a catena". Poi ha aggiunto: "Per fortuna il giorno prima, visto che saremmo dovuti partire l'indomani, avevamo preparato le valigie e così le abbiamo prese e portate con noi in spiaggia. Altri, meno fortunati di noi, hanno perso tutto: bagagli e documenti". Per un altro connazionale rientrato in queste ore a Roma si è trattato "di una bruttissima esperienza, c'era tanto fumo".
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Centinaia di persone evacuate
Sarebbero quasi 1.700 le persone evacuate e trasferite in alberghi vicini e in altre strutture designate. Lo ha affermato il direttore del Centro Operativo di Emergenza (Coe) del Paese, Juan Manuel Méndez. Secondo un rapporto preliminare della Direzione dei Servizi di Emergenza Extraospedaliera (Daeh), almeno 10 persone hanno ricevuto assistenza medica, tra cui ospiti, visitatori e membri delle squadre di intervento che hanno partecipato alle operazioni di spegnimento e mitigazione dell'incendio. Tre pazienti hanno richiesto il trasferimento in centri sanitari per valutazione e follow-up specialistico, mentre altri sei sono stati curati e stabilizzati sul posto secondo i protocolli stabiliti. Le principali patologie trattate erano legate all'inalazione di fumo e difficoltà respiratorie, ustioni lievi, dolore toracico, palpitazioni, mal di testa, vertigini, nausea e debolezza generale associata all'esposizione al calore e allo sforzo fisico durante l'emergenza.
Il rientro dei connazionali in Italia
Intanto, sono rientrati questa mattina a Roma alcuni dei turisti italiani ospiti del resort. Partito dall'aeroporto di La Romana, prima di raggiungere Verona, il volo della Neos, operato con un Boeing 787, ha fatto scalo a Roma Fiumicino dove è atterrata una parte del primo gruppo di 130 turisti italiani, dei 285 totali che erano ospiti del resort.
Indagini in corso
"Le cause dell'incendio sono ancora oggetto di indagine e la commissione tecnica competente si occuperà di determinarle una volta completati i lavori di emergenza e di valutazione sul posto", ha dichiarato Méndez leggendo un comunicato stampa sulla situazione ai media presenti sul luogo. Il Coe ha comunicato che alcuni degli ospiti evacuati dal Dominicus Beach Hotel, dove è scoppiato l'incendio, sono stati trasferiti al Dominicus Palace Hotel, nonché in altre strutture della località turistica di Miches e negli hotel Catalonia e Sunscape nella zona di Bayahibe.