Consiglio europeo, Meloni e 16 leader: “Bilancio non penalizzi Coesione e nuove sfide Ue”

Mondo
©Ansa

A Bruxelles, al centro del dibattito che proseguirà anche domani, il quadro finanziario pluriennale dell'Ue. Distanti le posizioni di diversi Stati membri. Spazio anche la situazione di Kiev e in Medio Oriente, dopo la firma del memorandum d'intesa tra gli Usa e l'Iran

ascolta articolo

Si apre in salita il Consiglio europeo a Bruxelles, dove i 27 sono chiamati a discutere - tra le altre cose, dall'Ucraina al Medio Oriente - del futuro Bilancio pluriennale dell’Unione. “È chiaro che nuovo debito europeo non può esistere”, ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, arrivando al summit a Bruxelles. "Il bilancio dell'Ue deve essere in equilibrio", ha sottolineato. "Per questo dovremo compiere un grande sforzo nella seconda metà dell'anno per approvare il Bilancio”. Sul tema è poi intervenuta anche la premier, Giorgia Meloni: infatti  nel corso della riunione degli 'Amici della Coesione' che ha preceduto il summit Ue "è stata ribadita la convinzione condivisa che il futuro bilancio dell'Unione debba consentire di affrontare le nuove sfide strategiche senza penalizzare le politiche previste dai Trattati, a partire dalla politica di coesione, dalla Politica Agricola Comune e dalla Politica Comune della Pesca". A renderlo noto è stato Palazzo Chigi, spiegando che i 17 leader che hanno partecipato alla riunione presieduta da Giorgia Meloni hanno "confermato la comune determinazione a mantenere una posizione unitaria nel negoziato" sul bilancio.

Spagna: “Proposta sul bilancio Ue insufficiente”

La partita sul bilancio Ue 2028-2034 sembra, come detto, essere in salita: “Siamo molto lontani da un accordo”, ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez. "La proposta che è stata messa sul tavolo" dalla presidenza cipriota Ue "è ancora più insufficiente di quella inizialmente avanzata dalla Commissione europea". Il leader di Madrid ha aggiunto: ”Siamo ragionevolmente soddisfatti per quanto riguarda la politica di coesione e la politica agricola comune ma" le risorse "devono essere mantenute in termini nominali e in termini reali", ha puntualizzato. "La proposta per la politica di competitività non è ambiziosa: stiamo parlando di istruzione e formazione, della spinta al digitale e innovazione. Stiamo parlando di politiche per le quali, nella proposta che è stata messa sul tavolo per la discussione, i bilanci sono chiaramente molto insufficienti".

Austria: “Contributori netti non sono un bancomat”

L'Austria invece si schiera nel fronte dei Paesi che chiedono una forte riduzione del prossimo Quadro finanziario pluriennale dell'Unione Europea. "I Paesi contributori netti non sono il bancomat dell'Unione europea", ha affermato il cancelliere austriaco Christian Stocker al suo arrivo al Consiglio europeo. Rispetto alla proposta della Commissione per il Quadro finanziario pluriennale (Qfp) Stocker ha ricordato che il volume inizialmente previsto era di circa 2 mila miliardi di euro, contro gli attuali 1.220 miliardi. "C'è stata una riduzione, ma così come l'aumento era troppo elevato, la riduzione è troppo modesta", ha osservato. "Il volume di questo quadro finanziario dovrà ridursi in modo significativo".  

Paesi Bassi contro eurobond per difesa o per rifinanziare Recovery

I Paesi Bassi non sono a favore di nuovi 'eurobond' per le spese per la difesa o a rinnovo del debito contratto dai Ventisette per finanziare il Recovery Fund durante il Covid. Lo ha detto il primo ministro olandese, Rob Jetten, arrivando al Consiglio Ue e rispondendo con un secco "no" a una domanda al riguardo.

Vedi anche

Ue: Meloni: "Serve autonomia strategica"

Metsola: “Su bilancio Ue capi di governo facciano progressi”

La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in conferenza stampa durante il vertice dei leader in corso a Bruxelles, ha detto: “La forza dell'Unione Europea dipende dal suo bilancio: il Parlamento è pronto a negoziare con i Paesi membri e per questo la posizione presentata dalla presidenza cipriota" del Consiglio Ue "è un passo importante. Mi appello ai capi di Stato e di governo al fine di fare progressi sulle risorse proprie, perché questo alleggerirà la pressione sui governi e non farà passare nessun fardello sulle generazioni future".

Metsola: “Costa inviato per Ucraina? Potrebbe svolgere qualsiasi compito”

"Per quanto riguarda" il presidente del Consiglio europeo "Antonio" Costa "penso che potrebbe svolgere qualsiasi tipo di compito gli venga assegnato”, ha detto ancora la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, rispondendo a una domanda sulla possibilità che il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ricopra il ruolo di inviato Ue per la pace in Ucraina. Sullo status delle negoziazioni con Mosca, Metsola ha aggiunto: "Non ne è stato parlato direttamente con me, ma se dovesse esserci un modo per trovare una soluzione pacifica al conflitto - seguendo il principio che nulla verrà deciso sull'Ucraina senza il Paese stesso -, allora l'Eurocamera sarà pronta a supportare questa posizione".

La tensione sull’eventuale dialogo con Mosca

Sul vertice, infatti, aleggia l’apertura l’apertura di un canale tra l'ufficio del presidente del Consiglio europeo e il Cremlino: la mossa di Antonio Costa ha non solo sorpreso diversi leader europei, ma ha anche fatto planare sul tavolo dei vertice Ue un dossier spinosissimo come quello di chi rappresenterebbe l'Europa a un ipotetico negoziato con Mosca. E i 27 appaiono divisi sui parametri di un eventuale negoziato, sul timing e anche sulla stessa opportunità di iniziarlo. L'unico dato che potrebbe unire i falchi del Nord-Est e le colombe mediterranee è la chiara volontà di Volodymyr Zelensky di aprire al più presto una trattativa con Vladimir Putin. E la premier italiana Giorgia Meloni è da settimane una fautrice dell'apertura di un dialogo con Mosca. Con lei lo sono la Francia, con meno intensità la Germania, la Spagna, il Belgio, Cipro. Sulla sponda opposta, i Paesi che con la Russia ci confinano, e quelli del Nord.

Leggi anche

Cosa cambia con il nuovo Patto Ue per l’immigrazione?

Costa: “Ora abbiamo 27 Stati membri uniti nel sostenere l'Ucraina”

Tra i temi, come detto, anche la guerra in Ucraina. A Bruxelles  il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha partecipato a un punto stampa assieme a Ursula von der Leyen e Volodymyr Zelensky.  "È sempre un piacere dare il benvenuto al Presidente del Consiglio europeo Zelensky. È stata una settimana storica per l'Ucraina. Lunedì abbiamo aperto formalmente i negoziati del primo cluster. Si tratta di un passo molto importante verso l'allargamento dell'Ue e la piena adesione dell'Ucraina all'Unione europea. Al G7 abbiamo raggiunto una dichiarazione congiunta con il chiaro e forte sostegno di tutti i membri del G7 all'Ucraina. Ora abbiamo 27 Stati membri uniti nel sostenere l'Ucraina".

Kallas: “Sanzioni Ue di pari passo con attacchi di Kiev in Russia”

L’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha detto: “Abbiamo sul tavolo il 21° pacchetto di sanzioni e spero davvero che possiamo procedere rapidamente con la sua adozione, perché va di pari passo con gli attacchi in profondità che l'Ucraina sta conducendo, in modo che aumenti la pressione sulla Russia affinché fermi questa guerra. Vediamo che la Russia non se la sta cavando bene in questa guerra e che l'Ucraina è più forte sul campo di battaglia, così come sulle altre questioni di cui abbiamo appena parlato nel gruppo di sostegno all'Ucraina. Cosa si può fare di più per sostenere l'Ucraina, ma anche per fare pressione sulla Russia, in modo che si sieda al tavolo delle trattative? Ne discuteremo oggi”.

Von der Leyen: “Kiev tiene linea e Stati Ue lavorano a muro droni”

"Vediamo che l'Ucraina sta tenendo la linea, sta persino riconquistando in parte alcuni territori. L'Ucraina sta vivendo un momento molto favorevole, anche insieme ai nostri Stati membri che stanno lavorando alla 'muraglia di droni' per i nostri Paesi in prima linea”, ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen arrivando al summit dei capi di Stato e di governo europei a Bruxelles.

Leggi anche

Guerra Ucraina, Mosca: "Un morto in raid Kiev su bus con bambini"

Magyar: “Al lavoro con Ue per fermare maxi-multa sui migranti”

Il vertice odierno è anche il primo del nuovo premier ungherese, Peter Magyar. Per lui Budapest è alla ricerca di "una soluzione" con Bruxelles sulla multa da un milione di euro al giorno che sconta per il mancato rispetto della legislazione comunitaria sulla migrazione. "Dobbiamo lavorare per raggiungere il risultato che il precedente governo voleva, ma nel frattempo non dobbiamo pagare la sanzione di un milione di euro al giorno", ha spiegato, evidenziando che il governo è al lavoro per "rimediare ai danni e risolvere i problemi causati dall'esecutivo ipocrita, doppiogiochista e anti-ungherese di Viktor Orban".

Magyar: “Corsia preferenziale per Kiev nell'Ue un errore”

"Sono lieto" che sia stato raggiunto uno storico accordo sulle minoranze ungheresi in Ucraina, che ha contribuito all'apertura del primo gruppo di negoziati Ue per l'ingresso di Kiev, tuttavia "non concordo" con l'apertura rapida degli altri cluster negoziali, ha detto ancora il premier ungherese Peter Magyar all'arrivo al suo primo vertice Ue, ribadendo che Budapest sostiene i negoziati di adesione "basati sul merito". Un iter preferenziale per Kiev "non sarebbe pragmatica e invierebbe un segnale negativo ai Paesi balcanici", ha evidenziato.

Bulgaria: “Veto a sanzioni Ue a Mosca se in lista patriarca Kirill”

Intanto la Bulgaria ha deciso di porre il veto al 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia se il patriarca russo Kirill rimarrà nella lista. Lo ha dichiarato il premier bulgaro, Rumen Radev ai giornalisti a Bruxelles a margine della riunione del Consiglio europeo. Il premier bulgaro ha tuttavia sottolineato che la Bulgaria non ostacolerà le decisioni comuni dell'Ue sull'Ucraina. "Sosterremo il processo negoziale per l'adesione dell'Ucraina all'Ue", ha concluso Rumen Radev.

Leggi anche

Ungheria, Magyar e lo "sblocco dei fondi europei": come è andata

Mondo: I più letti