La Corte penale istituzionale era già nel mirino degli Stati Uniti: lo scorso anno gli Usa avevano imposto sanzioni mirate contro diversi funzionari della Cpi congelando i beni americani in loro possesso. A giugno tre giudici hanno fatto causa a Trump sostenendo l'illegittimità di tali misure. Il segretario di Stato Usa Marco Rubio, in risposta, ha fatto sapere che Washington avrebbe intensificato gli sforzi per indebolire la Corte
Proseguono gli attacchi dell'amministrazione Trump contro la Corte penale internazionale. Gli Stati Uniti, che non fanno parte della Cpi, hanno deciso di imporre sanzioni a Tomoko Akane, giudice giapponese e presidente della Corte. Ad annunciarlo è stato il dipartimento del Tesoro sul suo sito.
I precedenti
Quella odierna è l'ennesima mossa che segna un'escalation nella campagna della Casa Bianca contro la Corte penale internazionale. Lo scorso anno gli Usa avevano imposto sanzioni mirate contro diversi funzionari della Cpi, inclusi procuratori e giudici, citando i mandati d'arresto emessi nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, nonché una precedente indagine sulle truppe Usa in Afghanistan. Le sanzioni colpiscono i membri della Cpi congelando i loro eventuali beni americani ed escludendoli di fatto dal sistema finanziario in America, con il quale quasi tutte le banche operanti a livello internazionale intrattengono stretti legami.
Giudici della Cpi fanno causa a Trump
In seguito alle sanzioni imposte dalla Casa Bianca, a giugno tre giudici della Cpi hanno fatto causa a Trump sostenendo che tali misure fossero illegittime. In risposta, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha fatto sapere che Washington avrebbe intensificato gli sforzi per indebolire la Corte. Tra i piani americani c'è anche una campagna diplomatica volta a convincere altri Paesi ad abbandonare l'istituzione, sostenendo che rappresenti "una minaccia per il personale statunitense impegnato nell'attuazione delle politiche migratorie intransigenti di Trump o in operazioni contro imbarcazioni sospettate di trasportare droga, così come per altri membri delle forze armate Usa".