Il voto è in programma domenica 7 giugno, per eleggere i 120 membri dell’assemblea monocamerale. Si tratta della terza tornata elettorale negli ultimi 18 mesi. In totale sono 902 i candidati, espressione di 21 formazioni politiche che si sono registrate presso la Commissione Elettorale Centrale
Si terranno il 7 giugno le elezioni parlamentare in Kosovo. Il Paese si recherà alle urne per la terza volta in 18 mesi, a causa dell’instabilità politica legata dall'incapacità dell'Assemblea di eleggere un nuovo presidente. La campagna elettorale si è aperta lo scorso 28 maggio, per una durata totale di 10 giorni, e proseguirà fino all’apertura dei seggi prevista per le ore 7 di domenica.
Il sistema politico in Kosovo
Il Kosovo - Paese che ha dichiarato la sua indipendenza nel 2008 ed è riconosciuto come tale da oltre 100 Stati membri dell’Onu, tra cui l’Italia, ma non dalla vicina Serbia che ne rivendica il controllo - è una repubblica parlamentare in cui i cittadini sono chiamati ad eleggere i 120 membri dell’unica Camera. Il governo è eletto in via indiretta dal Parlamento: entrambi restano in carica per 4 anni.
Chi sono i candidati alle elezioni
In vita del voto del 7 giugno, in base ai dati pubblicati dalla Commissione Elettorale Centrale, si sono registrate 21 formazioni politiche. In totale sono 902 i candidati ai 120 seggi dell'Assemblea del Kosovo. Il partito maggiore, Vetëvendosje del premier uscente, Albin Kurti, ha aperto la sua campagna con lo slogan "Stato per tutti, tutti per lo Stato". Il Partito Democratico del Kosovo (Pdk), guidato da Bedri Hamza, ha lanciato lo slogan "Stop alla crisi", mentre la Lega Democratica del Kosovo (Ldk) è ora guidata dalla ex presidente della repubblica Vjosa Osmani, "candidata alla presidenza".
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Il ruolo dei serbi in Kosovo
I fari sono puntati anche su Srpska Lista (Sl), il partito di richiamo della minoranza serba in Kosovo. Il vicepresidente della formazione, Dragiša Milović, ha dichiarato che l'obiettivo del partito è quello di "conquistare tutti e 10 i seggi garantiti alla comunità serba" dalla Costituzione kosovara nelle elezioni anticipate "per l'assemblea delle istituzioni temporanee di Pristina", al fine di "tutelare e difendere gli interessi del popolo serbo in Kosovo e Metohija in Parlamento". Milović, che è anche sindaco del comune kosovaro a maggioranza serba di Zvečan, ha dichiarato che "Srpska Lista ha lanciato un appello all'unità e all'armonia", affermando che lo slogan del partito è "Un solo cuore, una sola nazione, una sola lista'". Nelle ultime tornate elettorali la Srpska Lista ha conquistato 9 dei 10 seggi a disposizione, con il decimo andato a una lista serba concorrente, Spo (Za Slobodu, Pravdu i Opstanak, Per la Libertà, la Giustizia e la Sopravvivenza) di Nenad Rašić, trasfugo della Sl e ministro per le Comunità e i Ritorni nel governo kosovaro di Albin Kurti, al quale è considerato legato. L'Spo è contrapposto alla Sl e lavora dentro le istituzioni del Kosovo per una politica pragmatica, ed è perciò accusata da Belgrado di essere filo-Pristina ed esecutrice della politica di Kurti.
I temi della campagna elettorale
Gli osservatori politici hanno sottolineato il rischio che la campagna non si concentri a sufficienza sullo sviluppo economico, ma piuttosto sulla retorica e sullo scontro tra i partiti. Dal 28 maggio e fino al 7 giugno i partiti - che possono essere multati dai giudici del Collegio Elettorale per i Reclami e gli Appelli anche per violazioni come l'incitamento all'odio - hanno a disposizione un budget di 2 milioni e 92 mila euro. L'Ufficio dell'Unione Europea in Kosovo ha rivolto un appello ai partiti e ai candidati al parlamento ad astenersi da linguaggio e comportamenti sessisti o misogini. Il costo di queste elezioni ammonta a 10.887.186.445 euro.