Pedro Sanchez a Roma, oggi l'incontro con Papa Leone XIV

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Dopo l’incontro con il Pontefice è previsto anche un colloquio, alle 9.30, con il cardinale Pietro Parolin. Il faccia a faccia a pochi giorni dalla visita del Santo Padre in Spagna, in programma dal 6 al 12 giugno

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Il premier spagnolo, Pedro Sanchez, questa mattina sarà ricevuto da Papa Leone XIV. Previsto anche un colloquio, alle 9.30, con il cardinale Pietro Parolin. L’incontro precede la visita del Pontefice in Spagna, in programma dal 6 al 12 giugno: si tratta della prima visita di un papa nel Paese dopo 15 anni. Non ci sarà, invece, un faccia a faccia con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: secondo il governo spagnolo, il colloquio è saltato per problemi di agenda. Ieri, il premier spagnolo ha incontrato la segretaria del Pd Elly Schlein a Roma.

Sanchez: “Magnifica Humanitas ci interpella tutti”

Ieri, in vista dell’incontro in Vaticano, Sanchez ha commentato su X la prima enciclica di Leone XIV, Magnifica Humanitas, sottolineando che "ci interpella tutti. La IA non è neutrale, e il potere digitale può condurci a nuove atrocità se non si orienta verso il bene comune". "Il testo è anche una difesa della pace, la dignità umana e del multilateralismo", ha aggiunto. "La Spagna lo ha chiaro: in questo momento di cambiamento, non possiamo essere spettatori rassegnati. È in gioco tutto quello che ci rende umani”. 

Ieri l’intervento alla Fao 

 

Nella giornata di ieri Sanchez è intervenuto alla Fao, in occasione della Settimana della Nutrizione, da dove ha lanciato un forte appello:  "Difendere il diritto internazionale contro le ‘illusioni’ di coloro che danno fuoco al mondo". "Sembra incredibile che l'umanità non abbia ancora vinto una volta per tutte la battaglia contro la fame. Coloro che non riescono a impedirlo sono soprattutto quelli che sono decisi a condurci al disastro. E non c'è  disastro più grande della guerra", ha spiegato, "soprattutto quando avanza di pari passo con la fame, e la fame non è altro che un'arma, e molto più economica dei missili usati in guerra". Sanchez ha fatto riferimento a Gaza, "la cui popolazione è soggetta alla fame". "Dobbiamo dire no alla fame come alla guerra" ha proseguito il premier spagnolo, parlando di "guerre illegali e con conseguenze senza precedenti. Salgono i prezzi dei carburanti, e del cibo. La chiusura di Hormuz ha influenzato il prezzo dei fertilizzanti" e questo può significare che "tra qualche mese ci sarà una nuova crisi alimentare: non seminare oggi significa non raccogliere il prossimo anno". "La Spagna condanna gli attacchi contro le infrastrutture civili e appoggia le iniziative per una fine definitiva delle ostilità. Nessuno è al sicuro se non siamo tutti al sicuro. La sicurezza alimentare non ha confini. È una nostra responsabilità", ha aggiunto Sanchez. 

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