L’operazione, secondo quanto riportato da diversi media spagnoli, è stata disposta dall’autorità giudiziaria per raccogliere informazioni su un presunto sistema di finanziamento illecito, nell’ambito di un’indagine coperta da segreto istruttorio, diversa dal caso Plus Ultra
Agenti della Guardia Civil spagnola si sono presentati all’alba di oggi nella sede centrale del Partito Socialista spagnolo, il Psoe, in via Ferraz a Madrid. L’operazione, secondo quanto riportato da diversi media spagnoli e ripreso da Reuters, è stata disposta dall’autorità giudiziaria per raccogliere informazioni su un presunto sistema di finanziamento illecito.
L’operazione disposta dall’Audiencia Nacional
Un portavoce della Guardia Civil ha confermato a Reuters l’ingresso degli agenti nella sede del partito, senza però fornire ulteriori dettagli perché il procedimento è coperto da segreto istruttorio. Stando a fonti vicine all'inchiesta, citate dalla Cadena Ser, l'operazione è stata disposta dall’Audiencia Nacional per raccogliere informazioni nell'ambito di un'inchiesta diversa dal caso Plus Ultra, relativo al salvataggio finanziario della compagnia aerea durante la pandemia, su cui indaga la stessa Audiencia Nacional.
L’inchiesta sui pagamenti in contanti nel Psoe
L’intervento nella sede del Psoe riguarderebbe una richiesta di documenti e informazioni nell’ambito di un’inchiesta su un presunto finanziamento illecito del Partito Socialista spagnolo, guidato dal premier Pedro Sanchez. L’indagine è coordinata dal giudice dell’Audiencia Nacional Ismael Moreno.
Secondo fonti vicine all'inchiesta citate dall'agenzia Efe, le operazioni, destinate a proseguire nel corso della giornata, mirano a raccogliere documenti, file e materiale relativo a pagamenti in contanti avvenuti nel Psoe tra il 2017 e il 2024 per la liquidazione di spese di dirigenti e impiegati. Si tratterebbe di pagamenti simili a quelli percepiti dall'ex ministro dei trasporti, José Luis Abalos, e del suo consulente, Koldo Garcia, attualmente in carcere preventivo e processati nell'ambito di un'inchiesta sul cosiddetto “caso Koldo”, di presunte tangenti legate a forniture di materiale sanitario durante la pandemia di Covid 19, che potrebbero essere oggetto di un reato di riciclaggio.