Allarme drone in Lituania, presidente e premier condotti nei rifugi

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In seguito all'avvistamento di un drone nei pressi del confine con Bielorussia, le principali autorità del Paese sono state portate in forma precauzionale nei rifugi antiaerei della capitale. Gli abitanti sono stati invitati anche a ripararsi nei rifugi allestiti nella regione. In realtà poi, dopo alcune ore, le forze armate lituane hanno revocato l'allarme emesso in precedenza

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Nella giornata di ieri, in seguito all'avvistamento di un drone nei pressi del confine con la Bielorussia, le principali autorità della Lituania sono state portate in forma precauzionale nei rifugi antiaerei della Capitale. Gli abitanti sono stati invitati anche a ripararsi nei rifugi allestiti nella regione. In realtà poi, dopo alcune ore, le forze armate lituane hanno revocato l'allarme emesso in precedenza. In conseguenza all'avvistamento, è stata attivata anche un'attività di pattugliamento del confine aereo da parte delle forze della Nato di stanza nel Paese.

La proposta della prima ministra lituana

In virtù dei fatti, la prima ministra lituana, Inga Ruginiene, ha annunciato nelle scorse ore che l'esecutivo intende chiedere alle amministrazioni provinciali del Paese di provvedere all'apertura 24 ore su 24 dei rifugi antiaerei del Paese. Secondo Ruginiene, il provvedimento è reso necessario dalla possibile intensificazione degli sconfinamenti di droni ucraini nel territorio lituano. La premier ha inoltre annunciato che i radar presenti in Lituania saranno integrati in un sistema comune in grado di controllare unitariamente lo spazio aereo del Paese entro la fine dell'estate di quest'anno. 

L'avvistamento di un drone ucraino

L'allerta era alta anche perché nei giorni scorsi un drone di Kiev era precipitato in un campo aperto vicino all'insediamento di Samane, nel nordest della Lituania, come reso noto dagli esperti del centro per la gestione delle crisi a Vilnius. Il drone aveva bucato i radar del Paese che non ne avevano segnalato la presenza nello spazio aereo nazionale. A denunciarlo, tra l'altro, erano stati proprio gli abitanti di Samane che avevano scoperto il drone. Le autorità locali hanno poi analizzato quanto accaduto per cercare di capire l'esatta traiettoria del drone e le ragioni per cui la sua presenza non sia stata segnalata. 

Le scuse di Kiev

Dopo quanto successo, il ministero degli Esteri ucraino si è scusato con gli Stati baltici per i ripetuti sconfinamenti recenti di droni e velivoli senza pilota nel loro spazio aereo. "Ci scusiamo per gli incidenti avvenuti. Abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare a stretto contatto con le nostre istituzioni specializzate per arrivare al cuore del problema e cercare dei modi per porvi rimedio", era stato riferito in un comunicato stampa. "Ribadiamo che, contrariamente alle affermazioni propagandistiche russe, né l'Estonia, né la Lettonia, né la Lituania né la Finlandia hanno mai permesso che il loro spazio aereo venisse utilizzato per attacchi contro la Russia. Si tratta di un utilizzo che l'Ucraina, del resto, non ha mai fatto richiesta", ha spiegato ancora il documento. 

 

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