Dal 2019 al 2023, Petr Vlachovsky ha ripreso le atletle a loro insaputa mentre si trovavano negli spogliatoi. L'Uefa ha chiesto alla Fifa di estendere la squalifica a livello globale
L'Uefa ha deciso di squalificare a vita Petr Vlachovsky da qualsiasi attività calcistica per violazione delle "regole basilari di condotta decorosa". L'ex allenatore della nazionale femminile Under-19 della Repubblica Ceca era già stato squalificato per aver filmato di nascosto le sue giocatrici mentre si facevano la doccia o si cambiavano nello spogliatoio. La più piccola delle atlete vittime di Vlachovsky, all'epoca dei fatti, aveva 17 anni.
Vlachovsky riprendeva le giocatrici con una telecamera nello zaino
L'organo di governo del calcio europeo ha annunciato di aver nominato un ispettore etico e disciplinare per indagare sulle accuse e di aver deciso la squalifica a vita dell'allenatore dopo averne accertato le responsabilità. Il 42enne ex ct della nazionale femminile ceca avrebbe filmato per quattro anni, dal 2019 al 2023, le giocatrici della propria squadra a loro insaputa. Tramite una telecamera nascosta nel suo zaino, l'uomo avrebbe ripreso 15 giocatrici mentre si facevano la doccia o si cambiavano negli spogliatoi. La Uefa ha chiesto alla Fifa di estendere la squalifica a livello globale e di ordinare alla Federcalcio ceca di revocargli la licenza di allenatore.
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Nel 2025 è stato condannato per possesso di materiale pedopornografico
Vlachovsky era stato arrestato nel 2023 e condannato al pagamento di 775 euro a titolo di risarcimento per i danni subiti dalle giocatrici. Nel maggio 2025, poi, era stato condannato a un anno di reclusione, con sospensione condizionale della pena, e a 5 anni di interdizione dall'attività di allenatore a livello nazionale, per possesso di materiale pedopornografico. Le giocatrici vittime degli abusi di Vlachovsky raccontano di un'esperienza traumatica che per alcune si è trasformata in paura di dormire la notte o ansia nel trovarsi in luoghi pubblici, per il timore di essere filmate.