L'uomo ha citato in giudizio la dirigente del settore finanziario con l'accusa di aggressione sessuale reiterata e molestie razziali. La banca ha tentato di chiudere la controversia offrendo 1 milione di euro alla presunta vittima, che ha rifiutato la somma. La banca respinge le accuse ritenendole “infondate”
Chirayu Rana, ex banchiere di JP Morgan Chase, ha denunciato la sua capa, Lorna Hajdini, per aggressioni sessuali e molestie razziali. Lo riporta Reuters, specificando che la causa è stata ripresentata lunedì scorso presso il tribunale dello Stato di New York, dopo essere stata precedentemente ritirata. La banca statunitense ha tentato di chiudere la controversia offrendo a Rana 1 milione di euro, ma la cifra è stata rifiutata. Intanto, crescono i dubbi sulla credibilità dei fatti.
La vicenda
Rana era entrato a far parte della banca di investimenti in qualità di vicepresidente senior nel 2024. Dopo un anno, l'uomo ha presentato una denuncia interna all'azienda sostenendo di essere stato vittima di aggressioni sessuali reiterate e insulti razzisti da parte della sua capa. Per poi decidere di citare in giudizio la dirigente del settore finanziario Lorna Hajdini e la banca stessa, che ha respinto ogni accusa ritenendole “infondate”. Un portavoce di JP Morgan ha poi chiarito che il tentativo di raggiungere un accordo aveva la finalità di limitare tempi e costi della vicenda giudiziaria. Come riporta il Corriere della Sera, gli avvocati di Rana avrebbero declinato l’offerta da 1 milione di dollari, avanzando una controproposta da 11,75 milioni.
Potrebbe interessarti
JP Morgan lancia l'allarme: "Crisi obbligazionaria globale più vicina"
I dubbi sulla credibilità di Rana
Dopo aver presentato la denuncia interna, JP Morgan sostiene che l’uomo non abbia mai collaborato all’indagine. Risulta, inoltre, che la presunta vittima abbia finto la morte del padre per dedicarsi alla causa. Ad alimentare i dubbi sulla credibilità di Rana anche la decisione iniziale degli avvocati di presentare i documenti al tribunale di New York utilizzando lo pseudonimo di John Doe. La denuncia era stata ritirata, per essere poi nuovamente depositata con contenuto analogo alla prima, a eccezione di due dichiarazioni giurate di testimoni.