Nel corso del vertice i 48 capi di Stato e di governo invitati in Armenia, discutono su come rafforzare la resilienza democratica e rinforzare la sicurezza economica ed energetica. La premier: "Crisi globali interconnesse, dobbiamo imparare a prevenire le crisi invece che gestirle"
I leader di tutta Europa si sono riuniti a Yerevan, Armenia, per l’ottava riunione della Comunità politica europea (Epc): il tema è "Costruire il futuro: unità e stabilità in Europa". Presente anche la premier Giorgia Meloni, che dal summit ha commentato l'annuncio di Donald Trump sul ritiro di militari americani dalle basi europee, Italia inclusa. “Da tempo gli Usa discutono di disimpegno in Europa, noi dobbiamo rafforzare la nostra sicurezza e crescere nella capacità di risposta. È una scelta che non dipende da me, personalmente non la condivido, l'Italia ha sempre mantenuto gli impegni, lo ha sempre fatto sempre in ambito Nato anche quando non erano in gioco i nostri interessi diretti, in Afghanistan come in Iraq. Alcune cose dette nei nostri confronti non le considero corrette”, ha detto la premier. E annuncia che pensa di vedere il segretario di Stato Usa Marco Rubio a Roma.
Meloni: "Passare dalla capacità di reagire alla capacità di anticipare"
Nel suo intervento al panel "Mantenere l’unità e la coerenza europea in tempi di policrisi", la presidente del Consiglio ha parlato di "molteplici crisi interconnesse tra loro che si alimentano a vicenda". Meloni ha poi ricordato come la migrazione sia "parte integrante della poli-crisi" e come "nessuno può affrontarla da solo". Negli ultimi anni, sottolinea, "abbiamo compiuto passi avanti molto importanti a livello dell'Unione Europea", dimostrando anche "la nostra capacità di rispondere alle emergenze, con la crisi pandemica, con l'Ucraina". Adesso, dice bisogna però "fare un salto di qualità", e cioè "passare dalla nostra capacità di reagire alla nostra capacità di anticipare".
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Chi partecipa al vertice
Nell’attuale fase di profonda trasformazione a livello geopolitico, i leader discutono su come cooperare più strettamente e coordinare le azioni per rafforzare la resilienza democratica, promuovere la connettività e rinforzare la sicurezza economica ed energetica. A presiedere il vertice António Costa, presidente del Consiglio europeo, e da Nikol Pashinyan, primo ministro della Repubblica di Armenia. In totale sono i 48 capi di Stato e di governo a essere stati invitati a partecipare a questa ottava riunione della Comunità politica europea. Il primo ministro del Canada, Mark Carney, partecipa invece in qualità di ospite al vertice: è la prima volta che un Paese non europeo partecipa alla riunione.
Bilaterale tra Meloni e Carney
Meloni ha incontrato Carney per un bilaterale a margine del summit, in cui i due leader hanno ribadito la piena sintonia sulle priorità in ambito G7, a partire dalla resilienza delle catene di approvvigionamento dei minerali critici e dal contrasto al traffico di migranti, riaffermato il comune impegno per una pace giusta in Ucraina e condiviso l'urgenza di una soluzione per la stabilità del Golfo e la tutela della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Carney: "L'ordine internazionale verrà ricostruito a partire dall'Europa"
Carney si è detto convinto che "l'ordine internazionale verrà ricostruito a partire dall'Europa". Il primo ministro canadese ha detto di essere al summit "per gli imperativi morali e di sicurezza che derivano dalla nostra cooperazione nei Paesi baltici, in Ucraina e in tutta Europa, ma anche per l'immenso potenziale delle nostre alleanze nel costruire un mondo migliore, più prospero, sostenibile e giusto per i nostri cittadini".
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Meloni: "Dovremmo concentrarci sul Mediterraneo"
Sull partecipazione del Canada al vertice, Meloni si è detta "felice". Poi ha precisato: "Ma credo, ed è il punto di vista dell'Italia, che dovremmo concentrarci molto di più ad esempio sui nostri vicini del Mediterraneo, è ovviamente fondamentale per noi in questi tempi in cui l'attenzione è concentrata sullo spazio geografico del Mediterraneo allargato".