Nella zona, dove la situazione umanitaria resta grave, il prezzo di una singola sigaretta è passato da un shekel israeliano a 30 o addirittura 40 shekel (da 33 centesimi a 10-13 dollari). E per chi lo desidera, ci sono alternative più economiche
Nella Striscia di Gaza, martoriata dalla guerra, una singola sigaretta è arrivata a costare ormai più di 10 dollari. Lo conferma Nivin Samir, cittadino locale che prima fumava un pacchetto al giorno, ma che ora deve ricorrere alle foglie di iuta, comunemente usate nella cucina mediorientale. "Il loro sapore e il loro odore sono orribili. Ne fumo diverse al giorno, forse per sfogarmi o per immaginarmi una vera sigaretta con una tazza di caffè", ha raccontato il 53enne, che dorme in una tenda a Khan Younis (nel sud di Gaza) da quando la sua casa è stata distrutta da un raid aereo di Israele.
Il prezzo delle sigarette
Nella zona, come ad esempio su una bancarella improvvisata in una strada trafficata di Gaza City, c'è Abu Yahya Helles che ha cominciato a vendere queste sigarette particolari. Le produce con foglie essiccate di malva di iuta, una pianta cui si ispira un famoso piatto mediorientale e che può essere utilizzata anche per fare la tela di sacco. L'uomo prende delle foglie sbriciolate, le inserisce in un piccolo sacchetto, poi mischia la nicotina liquida con una siringa, mescola il tutto e poi colloca il composto nelle cartine. "Non è assolutamente un sostituto delle sigarette, perché alla fine si tratta solo di malva di iuta con aggiunta di nicotina", ha raccontato. Ma questo è disponibile per chi ha poche risorse economiche, anche considerando che il prezzo di una singola sigaretta è passato da un shekel israeliano a 30 o addirittura 40 shekel (da 33 centesimi a 10-13 dollari).
La situazione umanitaria a Gaza
Nella zona il prezzo delle sigarette importate è salito alle stelle a causa del blocco israeliano di molti beni in generale. Anche se Gaza era già sotto blocco pure prima dell'attacco del movimento islamista palestinese Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, momento scatenante la guerra. E nonostante il fragile cessate il fuoco sancito ad ottobre 2025, la situazione umanitaria resta piuttosto grave e le carenze sono evidenti. Qui, per dire, le strade sono ancora costellate di cumuli di macerie che sono residui di edifici distrutti da due anni di guerra, anche perchè resta praticamente impossibile far giungere in queste terre attrezzature per la rimozione delle macerie o, ancora, i materiali utili per ricostruire.