Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Trump: “Offriamo accordo equo: accettino o distruggeremo centrali e ponti”

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©Ansa

Il presidente statunitense è tornato a esprimersi in merito al confllitto con Teheran: "Hanno commesso una grave violazione ma la pace ci sarà, con le buone o con le cattive", ha dichiarato

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La pace con l’Iran ci sarà. Parola di Donald Trump che nelle ultime ore è tornato a esprimersi in merito al conflitto con Teheran. Il presidente ha sottolineato ai microfoni di Abc come l'Iran abbia commesso una "grave violazione" del cessate il fuoco che però non inciderà sul risultato finale. "Accadrà. In un modo o nell'altro. Con le buone o con le cattive. Accadrà". Sul suo social Truth ha poi continuato: "Stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole; spero che lo accettino. Se non lo faranno, distruggeremo ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran". Come ha poi ribadito alla Fox, “l’Iran ha l’ultima possibilità”: nella giornata di oggi il presidente dovrebbe diffondere una lettera agli iraniani nella quale spiegherà "cosa è a rischio se non ci sarà un accordo".

Le minacce e cosa è successo nelle ultime ore

Il presidente si è poi espresso su quanto accaduto ieri sullo stretto di Hormuz con l'Iran che "ha deciso di aprire il fuoco: una violazione totale del nostro accordo di cessate il fuoco! Molti dei colpi erano diretti contro una nave francese e un mercantile del Regno Unito. Non è stato un bel gesto, vero?", ha commentato su Truth. "Basta fare il bravo ragazzo", ha scritto sempre sul suo social il tycoon, riferendosi a se stesso. "Cederanno in fretta, cederanno facilmente e, se non accetteranno l'intesa sarà un mio onore fare ciò che deve essere fatto, ciò che avrebbe dovuto essere fatto all'Iran, da altri Presidenti, negli ultimi 47 anni. È arrivato il momento di mettere fine alla macchina da morte dell'Iran". Su X è arrivata la risposta dell'Iran: "Il blocco statunitense dello Stretto di Hormuz è illegale e viola l'attuale cessate il fuoco", ha scritto il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei. "Il blocco dei porti e delle coste iraniane non solo viola il cessate il fuoco, mediato dal Pakistan, ma costituisce anche un atto criminale. Viola la Carta delle Nazioni Unite, che considera il blocco dei porti e delle coste di un Paese un atto di aggressione e rappresenta una punizione collettiva nei confronti del popolo iraniano", ha poi aggiunto.

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La trattativa

Lo stesso presidente ha dichiarato sul suo social che i negoziatori americani "stanno andando a Islamabad, in Pakistan. Saranno lì domani per le trattative". Presente anche il genero, Jared Kushner, come ha confermato lo stesso tycoon al New York Post, tornando a non escludere la possibilità di un suo viaggio a Islamabad qualora fosse raggiunto un accordo. Assente, invece, il vicepresidente JD Vance. Le trattative e il possibile accordo tra Teheran e Washington preoccupano soprattutto gli alleati europei, che temono che una squadra negoziale statunitense inesperta stia spingendo per un accordo quadro con l'Iran, rapido e di grande impatto mediatico, che potrebbe radicare i problemi più profondi anziché risolverli. Lo riporta la Reuters in un lungo articolo pubblicato sul suo sito internet attribuendo questa visione a diversi diplomatici con esperienza pregressa nei rapporti con Teheran. 

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