Elezioni in Bulgaria, risultati parziali: ex presidente Radev avanti, crollo conservatori

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Con gli scrutini ancora in corso, "Bulgaria progressista" va verso la vittoria: il partito anti-corruzione dell’ex presidente Radev, considerato filo-russo e da qualcuno anche euroscettico, potrebbe avere la maggioranza assoluta in Parlamento. Crollo senza precedenti per il partito conservatore Gerb dell'ex premier Borissov, che in passato ha governato il Paese per oltre 10 anni. In bilico i socialisti del Bsp, che potrebbero non raggiungere la soglia di sbarramento del 4%. È l’ottavo voto in 5 anni

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Dopo le elezioni in Ungheria, che hanno segnato la fine dell’era di Viktor Orbán, l’Unione europea guarda alla Bulgaria: il Paese nelle scorse ore è stato chiamato alle urne per le Legislative anticipate e si attendono i risultati. I seggi hanno aperto alle 7 di questa mattina e hanno chiuso alle 20 ora locale (le 19 in italia). Con gli scrutini ancora in corso, "Bulgaria progressista" va verso la vittoria: il partito anti-corruzione dell'ex presidente Rumen Radev, considerato filo-russo e da qualcuno anche euroscettico, potrebbe anche avere la maggioranza assoluta in Parlamento. Crollo senza precedenti per il partito conservatore Gerb dell'ex premier Boyko Borissov. Affluenza alle urne elevata rispetto alle elezioni precedenti: dovrebbe superare il 55%. Queste elezioni sono state le ottave in cinque anni in Bulgaria: sconvolta da incessanti crisi politiche e indebolita da coalizioni fragili, la nazione balcanica di 6,7 milioni di abitanti dal 2021 ha avuto sette primi ministri, nessuno dei quali ha portato a termine un mandato completo.

Avanti il partito di Radev

Con oltre il 65% delle schede scrutinate, i dati parziali confermano gli exit poll: il partito “Bulgaria progressista” dell'ex presidente Rumen Radev va verso la vittoria con il 45,9% dei voti. Non solo: Radev, col suo partito anti-corruzione, potrebbe avere la maggioranza dei seggi nel Parlamento bulgaro. Otterrebbe, infatti, oltre 120 seggi al Parlamento unicamerale composto da 240 deputati: un numero che gli darebbe la possibilità di formare un governo autonomo senza essere costretto ad alleanze.

Gli altri partiti

Il partito conservatore Gerb otterrebbe il 13,1%, un crollo senza precedenti dopo aver governato nel passato il Paese per oltre 10 anni. Nel Parlamento, secondo Trend, entrano anche i liberali con l'11,4% dei voti, il partito della minoranza turca Dps con 6% dei voti e i nazionalisti di Vazrazhdane (Rinascita) con il 5,1% dei voti. Non dovrebbero farcela, invece, i socialisti del Bsp: secondo gli exit poll erano in bilico sulla soglia di sbarramento del 4%, ma in base ai dati parziali sarebbero sotto.

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Rumen Radev - ©Ansa

Le dichiarazioni ai seggi

"Oggi la Bulgaria ha un'occasione storica per rompere con il modello oligarchico. Invito tutti i bulgari ad andare a votare. Questo è l'unico modo per sommergere il voto comprato in un mare di voti liberi e riprenderci il nostro Paese", aveva detto Rumen Radev in mattinata dopo aver votato. "È poco probabile che dopo il voto di oggi si possa formare un governo regolare. Non faremo parte di nessuna coalizione", aveva dichiarato invece al seggio elettorale Boyko Borissov, ex premier e leader del partito conservatore Gerb. In passato Borissov ha governato la Bulgaria per circa 10 anni.

Radev, ex presidente e pilota

Due volte presidente, capo dell'aeronautica ed esperto pilota, Rumen Radev, come detto, si avvia a essere il vincitore di queste elezioni. La sua promessa è quella di una lotta senza sosta all'onnipresente "stato mafioso" che mina il Paese più povero dell'Ue. A inizio anno l'ex capo dello Stato ha deciso di chiudere anticipatamente il suo secondo mandato presidenziale, di creare un suo progetto politico battezzato "Bulgaria progressista" e di presentarsi all'elettorato promettendo di mettere fine al lungo periodo di instabilità politica che attanaglia la Bulgaria dagli anni della pandemia globale e che ha consumato inesorabilmente leader e partiti. Non è ancora certo, tuttavia, se l'ex pilota di caccia MiG-29, euroscettico e poco generoso in termini di sostegno all'Ucraina, riuscirà a sbloccare la situazione. Tutti i sondaggi della vigilia lo davano vincente. Radev ha spesso adottato toni in linea con il Cremlino sulla guerra in Ucraina e ha criticato l’ingresso della Bulgaria nell’Eurozona, arrivando a definire l’Europa "culturalmente depersonalizzata". 

Gli schieramenti

Guardando ai sondaggi della vigilia, Radev era dato in vantaggio e la seconda forza politica - i conservatori di Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (Gerb-Sds) - era data distante circa 10 punti percentuali. Ancora più indietro i liberali di Continuiamo il Cambiamento (Pp-Db), seguiti dal Movimento per i Diritti e le Libertà (Dps-Nn), rappresentante della minoranza turca, e l'estrema destra di Rinascita. Tra le opzioni sul tavolo c'era una coalizione con le forze riformiste e liberali - coerente sul fronte anticorruzione, ma fragile sul dossier ucraino e il posizionamento euroatlantico - oppure un governo di centro-sinistra, considerato sbocco "naturale" per Radev ma reso difficile dalla spaccatura tra Pb e varie forze minori, tutte ad alto rischio di rimanere escluse dal Parlamento. Dai dati ancora parziali, invece, Radev dovrebbe avere la maggioranza assoluta.

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