Papa Leone XIV oggi in Camerun: "Pace non è uno slogan, non sia fondata su minacce e armi"
MondoPrevost è il terzo Pontefice a visitare il Paese, dopo Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Il Santo Padre si tratterrà nel Paese per meno di 72 ore, ma sono diversi gli incontri e gli eventi in programma nella capitale e nelle altre città
Nuova tappa nel viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Africa: dopo l'Algeria, nel pomeriggio di oggi il Pontefice è arrivato in Camerun, Paese dove secondo diverse stime i cattolici sono tra il 28% e il 38%. Il Santo Padre si tratterrà nel Paese per meno di 72 ore, ma sono diversi gli incontri e gli eventi in programma nella capitale e nelle altre città. Leone XIV è il terzo Papa a mettere piede in Camerun: il primo fu Giovanni Paolo II, che vi fece tappa nell’agosto del 1985 durante il suo lunghissimo pellegrinaggio in Africa, e Benedetto XVI, che invece giunse a Yaoundé nel marzo del 2009. "Vengo tra voi come pastore e come servitore del dialogo, della fraternità e della pace", ha detto il Papa nel suo discorso alle autorià, la società civile e il Corpo diplomatico del Camerun. Per Leone XIV "la pace non può essere ridotta a slogan: va incarnata in uno stile, personale e istituzionale, che ripudi ogni forma di violenza".
Papa: "Serve esame di coscienza"
Il primo incontro del Pontefice è stato quello con il presidente del Camerun, Paul Biya, al Palazzo Presidenziale di Yaoundé: il novantaduenne leader dello Stato africano è in carica dal 1982 e l’anno scorso è stato rieletto per l’ottava volta nonostante le proteste dell’opposizione. A seguire, l’incontro del Santo Padre con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico presente in Camerun. In questa occasione Leone XIV ha lanciato un appello: "È tempo di osare un esame di coscienza e un coraggioso salto di qualità", spiegando che "l'autorità pubblica è chiamata ad essere ponte, mai fattore di divisione, anche dove sembra regnare l'insicurezza. La sicurezza è una priorità, ma va sempre esercitata nel rispetto dei diritti umani, unendo rigore e magnanimità, con particolare attenzione ai più vulnerabili". Poi un passaggio anche sui giovani: "Rappresentano la speranza del Paese e della Chiesa. La loro energia e la loro creatività sono ricchezze inestimabili. Naturalmente, quando disoccupazione ed esclusione persistono, la frustrazione può generare violenza. Investire nell'istruzione, nella formazione e nell'imprenditorialità dei giovani è allora una scelta strategica per la pace".
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Il Papa ha poi visitato l'orfanotrofio Ngul Zamba retto dalle suore Figlie di Maria. "In un mondo spesso segnato dall'indifferenza e dall'egoismo, questa casa ci ricorda che siamo tutti custodi dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, e che, nella grande famiglia di Dio, nessuno è mai uno straniero o un dimenticato, per quanto piccolo possa essere", ha detto Leone XIV.
Nelle zone difficili
Domani, giovedì 16 aprile, Papa Leone XIV sarà invece a Bamenda, uno dei centri più importanti del Camerun nord-occidentale, a 370 chilometri dalla capitale: da anni quest’area al confine con la Nigeria, di lingua anglofona mentre il resto del Paese è francofono, è dilaniata dal conflitto in corso tra il governo e gli “Amba Boys”, combattenti indipendentisti che chiedono di formare un proprio Stato. Un conflitto che ha riguardato direttamente anche la Chiesa cattolica, che si è spesso prodigata per far dialogare le parti ma che ha visto anche diversi sacerdoti rapiti dai separatisti. Nella giornata seguente, invece, il Papa sarà a Douala, capitale economica del Camerun e città più popolosa del Paese. Nel corso della giornata il Papa celebrerà la messa al Japoma Stadium, capace di ospitare quasi 50 mila persone, e poi sarà all’ospedale cattolico di San Paul. Nella mattinata di sabato 18 aprile Papa Leone XIV volerà da Yaoundé a Luanda, capitale dell’Angola, per proseguire il suo viaggio apostolico.