Prevost sarà lontano dal Vaticano per 11 giorni, toccando anche Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Parlerà di pace e di giustizia, di lavoro e riscatto e visiterà santuari e prigioni, università e orfanotrofi
Mentre Donald Trump lo attacca, parlando di un leader "pessimo e debole in politica estera", Papa Leone XIV inizia oggi, 13 aprile, il suo viaggio in Africa. Si parte dall'Algeria, il paese di Sant'Agostino, al quale si ispira la vita religiosa e spirituale di Prevost. Il Santo Padre, mentre era ancora in volo, ai giornalisti presenti ha detto: "Sant'Agostino offre un ponte molto importante nel dialogo interreligioso ed è molto amato nella sua terra, come vedremo". La visita è quindi "veramente una benedizione per me personalmente, ma credo anche per la Chiesa e per il mondo, perché dobbiamo cercare sempre ponti per costruire la pace e la riconciliazione".
Il programma in Algeria
In Algeria, il Papa parlerà dal Monumento dei Martiri, per poi spostarsi al palazzo presidenziale per la visita di cortesia con il presidente Abdelmadjid Tebboune. Previsto poi un discorso con le autorità statali dal Centro Convegni Djamaa el Djazair, prima del passaggio in Nunziatura e alla moschea di Algeri. Gli ultimi appuntamenti della giornata sono una visita privata al centro di accoglienza delle suore agostiniane e un incontro con la comunità algerina nella basilica di Nostra Signora d'Africa, subito prima di tornare in Nunziatura per vedere, privatamente, i vescovi.
"Non ho paura di Trump, smettiamola con le guerre"
Ancora in volo verso l'Algeria, il Pontefice ha detto ai giornalisti di non aver paura dell'amministrazione Trump. "Non sono un politico, parlo del Vangelo" e quindi "continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra", ha assicurato, evidenziando di non aver intenzione "di entrare in un dibattito con lui". Leone XIV ha insistito sul "dialogo" e sulla "relazione multilaterale tra le nazioni per trovare una soluzione giusta ai problemi. Troppe persone stanno soffrendo, troppi innocenti sono stati uccisi, e credo che qualcuno debba alzarsi per dire che c'è una via migliore". L'appello è quello già lanciato più volte: "Smettiamola con le guerre!".
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Il viaggio del Papa in Africa
Il viaggio di Leone durerà in tutto 11 giorni, attraversando quattro Stati. Non solo l’Algeria, ma anche Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Parlerà di pace e di giustizia, di lavoro e riscatto e visiterà santuari e prigioni, università e orfanotrofi. "Il filo conduttore di questo viaggio apostolico sta nella scelta del Santo Padre di portare la presenza della Chiesa là dove la sofferenza umana è più acuta. Quattro Paesi diversi per storia, contesto sociale e sfide politiche, ma accomunati da una realtà di fondo segnata da luci e ombre: comunità cattoliche vitali e radicate, ma anche povertà, fragilità, disuguaglianze e tensioni irrisolte. Papa Leone XIV si reca in Africa per stare vicino a chi vive nelle periferie esistenziali", ha spiegato nei giorni scorsi il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ai media vaticani.
Pace, dialogo e crescita della Chiesa locale
Leone si muoverà tra Paesi con popolazioni molto giovani - l'età media è di 18 anni - guidate paradossalmente da leader molto anziani, soprattutto in Camerun e Guinea. È possibile che il problema di una democrazia non matura, come anche quello della corruzione, saranno tra i temi trattati. "La pace, il dialogo e la crescita della Chiesa locale", sono le questioni, come spiegato da Parolin, che risuoneranno nei prossimi undici giorni, il periodo più lungo finora di Papa Leone lontano dal Vaticano. "Pace, anzitutto, in Paesi che portano ancora le cicatrici di conflitti e divisioni, e dove la presenza del Santo Padre può far germogliare un sentimento di riconciliazione. Dialogo, dove l'incontro con le autorità civili e con i rappresentanti di altre tradizioni religiose può aprire spazi nuovi di comprensione reciproca. Infine, la crescita delle Chiese locali, spesso piccole, talvolta isolate, ma sempre generose", conclude il Segretario di Stato.