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Israele, via libera alla pena di morte per terrorismo: le reazioni

Mondo
©Ansa

L’approvazione in Israele della legge sulla pena di morte per atti di terrorismo ha suscitato dure critiche internazionali, con Onu e Ue che la definiscono discriminatoria. Gli Stati Uniti hanno invece ribadito il rispetto della sovranità israeliana, chiedendo però garanzie sul giusto processo. Nel mirino soprattutto il criterio che limiterebbe l’applicazione ai palestinesi

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In tanti, a partire dall’Onu, hanno criticato l’approvazione della legge che introduce la pena di morte per atti di terrorismo in Israele, considerata da più parti discriminatoria e in contrasto con il diritto internazionale. Gli Stati Uniti hanno invece ribadito il rispetto del diritto sovrano di Israele di determinare le proprie leggi, sottolineando però la necessità che eventuali applicazioni avvengano nel rispetto delle garanzie di un giusto processo. Ecco le reazioni alla nuova legge approvata ieri dal Parlamento israeliano, secondo cui è passibile di condanna a morte “chi causa intenzionalmente la morte di una persona nell'ambito di un atto di terrorismo”, nello specifico “con l'intento di negare l'esistenza dello Stato di Israele”. Proprio questo punto è considerato il più controverso, perché circoscriverebbe l’accusa ai palestinesi, esulando i presunti terroristi ebrei.

Onu: “Se Israele applica la pena di morte sarà crimine di guerra”

L’Onu ha espresso una posizione molto dura. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha definito la legge “profondamente discriminatoria", avvertendo che la sua applicazione nei territori palestinesi occupati "costituirebbe un crimine di guerra". La nuova legge, che renderebbe la pena di morte la punizione predefinita per i palestinesi nella Cisgiordania occupata da Israele riconosciuti colpevoli di aver intenzionalmente compiuto attacchi mortali considerati "atti di terrorismo" da un tribunale militare israeliano, "è palesemente incompatibile con gli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale", ha dichiarato Volker Turk in un comunicato. "La sua applicazione ai residenti dei territori palestinesi occupati costituirebbe un crimine di guerra", ha aggiunto.

Ue: “La legge sulla pena di morte in Israele è un passo indietro”

Anche l’Unione Europea ha espresso "grande preoccupazione”, definendo la legge "un passo indietro" e sottolineandone “la natura discriminatoria”. Lo ha dichiarato un portavoce della Commissione, notando come in Israele si siano levate voci contrarie e che ci sia un appello alla corte suprema. I ministri degli Esteri di Germania, Francia, Italia e Regno Unito avevano già espresso preoccupazione prima del voto definitivo, in una dichiarazione congiunta. Nel testo avevano esortato "i decisori israeliani alla Knesset e al Governo ad abbandonare questi piani". "Noi, ministri degli Esteri di Germania, Francia, Italia e Regno Unito - si legge nella dichiarazione congiunta - esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per un disegno di legge che amplierebbe significativamente le possibilità di imporre la pena di morte in Israele".

Usa: “Rispetto del diritto Israele alle sue leggi dopo la pena di morte”

Gli Stati Uniti hanno adottato una linea più cauta. "Gli Usa rispettano il diritto sovrano di Israele di determinare le proprie leggi e le sanzioni per gli individui condannati per terrorismo”, ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato. “Confidiamo che tali misure siano attuate nel contesto di un processo equo e nel rispetto di tutte le garanzie e tutele applicabili in materia di giusto processo". 

Egitto: “Legge rafforza sistema di apartheid in Israele”

L’Egitto ha condannato con fermezza il provvedimento, sostenendo che "questa legislazione illegittima sancisce un approccio sistematicamente discriminatorio e rafforza il sistema di apartheid, differenziando la sua applicazione tra palestinesi e non palestinesi, violando così i principi più fondamentali di giustizia e uguaglianza di fronte alla legge". "Questo provvedimento costituisce una pericolosa e senza precedenti escalation, una flagrante violazione del diritto internazionale umanitario e delle Convenzioni di Ginevra - si legge in una nota del mnistero degli Esteri egiziano -, nonché una grave violazione delle garanzie fondamentali di un giusto processo". L'Egitto ha ripetutamente messo in guardia dal "rischio di ignorare le gravi violazioni commesse da Israele in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, nel contesto dell'attuale escalation militare nella regione. Sottolinea la gravità della situazione e le sue ripercussioni sulla stabilità dei territori palestinesi occupati e sulle possibilità di arginare l'escalation, ribadendo il suo categorico rifiuto di tutte le politiche e misure unilaterali israeliane". Il Cairo invita, infine, la comunità internazionale "ad assumersi le proprie responsabilità legali e morali e ad adottare misure ferme e immediate per porre fine a queste flagranti violazioni e garantire la protezione del popolo palestinese e la salvaguardia dei suoi legittimi diritti, in conformità con il diritto internazionale". 

Le critiche di Spagna, Germania e Regno Unito

Dure prese di posizione arrivano anche da diversi governi europei. "Il governo di Spagna condanna la pena di morte contro i palestinesi che ha appena approvato il parlamento di Israele. Si tratta di una misura asimmetrica che non si applicherebbe agli israeliani che commettano gli stessi reati. Stesso crimine. Diversa condanna”, ha scritto su X il premier spagnolo Pedro Sanchez. "Questa non è giustizia. È un altro passo verso l'apartheid. Il mondo non può tacere", ha aggiunto. Anche la Germania ha espresso preoccupazione. "Come è comprensibile, dopo il 7 ottobre Israele ha adottato un approccio duro contro il terrorismo. Il governo tedesco esprime, tuttavia, grande preoccupazione per la legge approvata ieri", ha detto il portavoce del governo Stefan Kornelius a Berlino. Il governo federale teme inoltre che una legge del genere "venga applicata esclusivamente ai palestinesi nei territori palestinesi", ha aggiunto Kornelius. "Per questo motivo, deplora la decisione della Knesset e non può approvarla". Dal Regno Unito, la ministra degli Esteri Yvette Cooper ha ribadito l’opposizione alla pena di morte “ovunque nel mondo”, definendo la legge sbagliata e discriminatoria.

Pizzaballa: “Grande dolore per legge su pena di morte”

Dal mondo religioso è arrivata la voce del Patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, che ha parlato di “grande dolore” per una legge che rischia di ampliare il divario tra israeliani e palestinesi. “Abbiamo appreso con grande dolore del voto del Parlamento israeliano sulla pena di morte, che non fa altro che aumentare il solco di odio tra israeliani e palestinesi. Dobbiamo lavorare con tutte le parti per evitare un ulteriore deterioramento della situazione”, ha dichiarato rispondendo ai giornalisti. 

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