Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, telefonata Trump-Starmer: “Essenziale la riapertura dello Stretto di Hormuz”

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©Ansa

Rischio di un'ulteriore escalation del conflitto, dopo l'ultimatum del tycoon a Teheran: apra Hormuz o "colpiremo le centrali energetiche". Timida apertura verso la diplomazia: secondo Axios, gli inviati del presidente Usa stanno creando una squadra per negoziare. Intanto il primo ministro britannico ha sentito Trump: “Stretto aperto garantisce stabilità del mercato energetico globale”

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Sulla guerra in Iran si teme una nuova escalation, dopo che sabato sera il presidente americano Donald Trump ha lanciato un ultimatum a Teheran, minacciando di "colpire e annientare" le centrali elettriche iraniane se la Repubblica islamica "non aprirà completamente lo Stretto di Hormuz entro 48 ore”. Il regime degli ayatollah ha risposto di essere pronto, in caso di attacco, a "distruggere irreversibilmente" le infrastrutture vitali dell'intera regione, compresi gli impianti di desalinizzazione, insieme a "chiudere completamente” Hormuz, dove solo una manciata di navi è riuscita a passare in poco più di tre settimane di conflitto. Al momento resta il blocco della navigazione e l'Iran pensa di imporre una tassa di 2 milioni di dollari alle imbarcazioni in transito.

Telefonata Trump-Starmer: “Essenziale la riapertura di Hormuz”

Nelle scorse ore il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si sono sentiti telefonicamente. Un portavoce di Downing Street ha dichiarato: "I due leader hanno discusso della situazione attuale in Medio Oriente e, in particolare, della necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz per riprendere il traffico marittimo globale. Hanno concordato che la riapertura dello Stretto è essenziale per garantire la stabilità del mercato energetico globale”.

Mosca: "Contrari al blocco di Hormuz, ma va letto nel contesto"

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che 'l'intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Oriente'. "L'Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all'autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì", ha detto il ministro, citato dall'agenzia Interfax.

La diplomazia

Una timida apertura verso la diplomazia sembra arrivare dagli Stati Uniti: secondo Axios, che cita sue fonti, gli inviati di Donald Trump Jared Kushner e Steve Witkoff stanno creando una squadra per negoziare con l'Iran su ordine del presidente, mentre entrambi i Paesi hanno dato voce alle loro condizioni - al momento inconciliabili - per concludere il conflitto. Negli ultimi giorni non vi sono stati contatti diretti tra Usa e Iran, ma Egitto, Qatar e Regno Unito hanno fatto da tramite per lo scambio di messaggi. L'Iran è interessato a negoziare, ma a condizioni molto rigide.

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