Il Pontefice richiama la comunità internazionale alla responsabilità di fermare i conflitti che insanguinano il mondo, denunciando la guerra come uno scandalo per l'umanità. In occasione dei 30 anni di Popotus, il Papa auspica che "gli occhi smarriti dei bimbi di fronte alla guerra ci convertano"
All'Angelus, Papa Leone XIV ha rinnovato con forza il suo appello per la pace, denunciando le guerre come "uno scandalo per tutta la famiglia umana". Davanti ai fedeli riuniti in piazza San Pietro, il Pontefice ha chiesto che "cessino le ostilità e si aprano finalmente cammini di pace", richiamando la comunità internazionale alla responsabilità di fermare i conflitti. "Continuo a seguire con sgomento la situazione in Medio Oriente, così come in altre regioni del mondo lacerate dalla guerra e dalla violenza. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante persone, vittime inermi di questi conflitti. Ciò che li ferisce, ferisce l'intera umanità", ha continuato Leone XIV.
"A Roma la grande maratona, lo sport tracci sentieri di pace"
"Oggi a Roma si svolge la grande maratona, con tantissimi atleti provenienti da tutto il mondo. Questo è un segno di speranza. Possa la sport tracciare sentieri di pace, di inclusione sociale e di spiritualità", ha aggiunto il Pontefice.
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Il messaggio ad Avvenire per i 30 anni dell'inserto dedicato ai piccoli
Nel suo messaggio rivolto ai più piccoli, il Papa affida ai bambini un compito prezioso. Nel testo inviato a Popotus per i trent'anni dell'inserto di Avvenire, Papa Leone XIV invita a custodire lo sguardo puro che permette di cogliere "l'essenziale di ogni cosa" e di trovare risposte sorprendenti anche alle domande più difficili. "Forse solo guardando gli occhi smarriti dei bambini di fronte alla barbarie della guerra possiamo convertirci. Reimparare a guardarci negli occhi e a guardare il mondo con occhi puri". Restituire al mondo la sua bellezza è possibile. Voi potete aiutare i più grandi a vederlo con rinnovato stupore nella sua grazia, a pensarlo con fiducia, e costruirlo senza pregiudizi".
Un invito a custodire valori fondamentali: "La fiducia in chi vi vuol bene, il linguaggio universale dell'amore, la forza disarmante del sorriso, il coraggio di chiedere scusa, la bellezza di fare pace". Un pensiero è rivolto anche a genitori e insegnanti: "grazie della cura e dell'amore che avete nell'educarli", scrive il Papa, sottolineando l'importanza di aiutare i più giovani "a tirare fuori la bellezza che hanno dentro" e a crescere "ognuno secondo la propria unicità, che è un dono di Dio".
Nella lettera non manca un monito sull'era digitale: i bambini - avverte il Papa - non devono essere lasciati a credere che i chatbot dell'intelligenza artificiale possano diventare i loro migliori amici o l'oracolo del sapere, perché questo rischia di indebolire intelletto e relazioni. Da qui l'appello a "custodire la loro infanzia e guidare la loro crescita perché siano protagonisti di un mondo rinnovato". In chiusura, il Pontefice ringrazia la comunità del giornale per il lavoro svolto e augura buon anniversario.