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Groenlandia, così la Danimarca si è preparata alla possibile invasione degli Usa

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©Getty

Copenaghen si era preparata a un attacco statunitense dell'isola e aveva inviato nel territorio autonomo sacche di sangue ed esplosivi per distruggere le piste di atterraggio. Questo è quanto riferiscono fonti ben informate all'emittente danese DR

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Prima che Donald Trump decidesse di attaccare l’Iran il 28 febbraio, dando avvio all’Operazione Epic Fury, uno dei territori di maggiore interesse strategico geografico, militare ed economico su cui il presidente Usa aveva riposto attenzione era la Groenlandia. Copenaghen aveva preso molto sul serio la possibilità di un attacco da parte del suo stretto alleato e per questo aveva inviato nel territorio autonomo sacche di sangue ed esplosivi. I soldati danesi che a gennaio sono stati trasportati in Groenlandia, riferisce l’emittente danese DR, avrebbero, infatti, portato con loro gli esplosivi per distruggere le piste di atterraggio nella capitale, Nuuk, e a Kangerlussuaq, una piccola città a nord della capitale, per impedire l'atterraggio di aerei statunitensi. 

La strategia diplomatica e militare della Danimarca

Secondo quanto riportato da DR, che ha consultato anche fonti di intelligence di Francia e Germania, la Danimarca avrebbe iniziato a cercare il sostegno politico dei leader europei attraverso una serie di colloqui segreti, iniziati subito dopo le elezioni statunitensi del 2024. L’operazione nordamericana in Venezuela del 3 gennaio era stato un punto di svolta cruciale, hanno confermato molte fonti, in quanto il giorno successivo Trump aveva dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero rivolto la loro attenzione alla Groenlandia. La premier danese, Mette Frederiksen, aveva affermato che un attacco statunitense contro un alleato della Nato avrebbe significato la fine sia dell'alleanza militare che dell'architettura di sicurezza sorta dopo la Seconda Guerra Mondiale. Architettura che, tra l’altro, rischia di crollare anche a causa delle tensioni sempre più evidenti in Medio Oriente. 

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Il piano per difendere la Groenlandia da un possibile attacco militare era già previsto

DR riporta inoltre che l'invio di soldati danesi ed europei in Groenlandia rispondeva a un piano già esistente che era stato anticipato. Un alto funzionario francese, rimasto anonimo, ha dichiarato a che "con la crisi in Groenlandia, l'Europa ha capito una volta per tutte che dobbiamo essere in grado di provvedere alla nostra sicurezza". Sebbene volesse evitare un'escalation con gli Stati Uniti, Copenaghen non intendeva rimanere inerte in caso di attacco americano. Un contingente di avanscoperta di soldati danesi, francesi, tedeschi, norvegesi e svedesi era atterrato in Groenlandia lo scorso 15 gennaio, seguito da una forza principale composta da soldati d'élite. Aerei da combattimento danesi e una nave da guerra francese sono stati inoltre inviati in direzione dell'Atlantico settentrionale. L'obiettivo era, a quanto pare, avere il maggior numero possibile di nazionalità diverse tra i soldati per aumentare il costo politico degli Stati Uniti in caso di azioni ostili. "Non ci trovavamo in una situazione simile dall'aprile del 1940", ha dichiarato una fonte della difesa danese a Dr. Le autorità danesi, inclusa Frederiksen, non hanno commentato l'articolo.

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