Alcune delle giocatrici, che hanno partecipato alla Coppa d'Asia in Australia, hanno chiesto al governo di Canberra di essere accolte per non dover tornare in Iran. La squadra nella prima partita con la Corea del Sud si era rifiutata di cantare l'inno della Repubblica Islamica e per questo hanno ricevuto minacce alla loro sicurezza
È arrivata fino a Donald Trump la notizia delle giovani giocatrici di calcio della nazionale iraniana che hanno chiesto asilo all’Australia per non dover fare ritorno in Iran. Per il presidente statunitense, il governo di Canberra “sta commettendo un terribile errore umanitario permettendo” che la squadra “sia costretta a tornare in Iran, dove molto probabilmente verrà uccisa”. Poi Trump nel suo post su Truth rivolge un appello al premier australiano Anthony Albanese: “Non lo faccia, signor primo ministro, conceda asilo. Gli Stati Uniti li accoglieranno se non lo farà lei" (GUERRA IRAN, LE NEWS DI SKY TG24 IN DIRETTA).
La richiesta di asilo
La nazionale femminile di calcio iraniana ha partecipato alla Coppa d'Asia in Australia. Al termine della competizione, alcune calciatrici hanno lasciato l’hotel nel quale soggiornavano a Gold Coast per andare a chiedere asilo a Canberra. La decisione delle atlete arriva dopo che la scorsa settimana, prima della partita con la Corea del Sud, la squadra si è rifiutata di cantare l'inno della Repubblica Islamica in solidarietà alle proteste di gennaio in Iran e a coloro che sono stati uccisi, tra cui Sahba Rashtian, un'assistente arbitro di calcio femminile di 23 anni. Da allora, secondo quanto riportato dai media, le calciatrici avrebbero ricevuto minacce alla sicurezza, insieme alle loro famiglie in Iran.
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Il supporto dei tifosi
È diventato virale sui social un video che mostra i supporter iraniani che inseguono l’autobus che trasporta sulla Gold Coast, in Australia, le giocatrici della nazionale dell’Iran. I tifosi, dopo la richiesta di asilo a Canberra e dopo aver visto segnali di richiesta di aiuto da parte di alcune calciatrici a bordo del mezzo, hanno cercato di fermare il bus gridando: "Salvate le nostre ragazze". Intanto, anche l’opposizione conservatrice al governo si unita agli appelli al governo laburista di Anthony Albanese affinché conceda asilo alle ragazze iraniane. La comunità iraniana d'Australia avverte infatti che le giocatrici potranno subire rappresaglie dopo l’episodio dell’inno non cantato che ha addirittura portato il presentatore della Tv di Stato iraniana, Mohammad Reza Shahbazi ad accusare le calciatrici di "tradimento in tempo di guerra".