Il ministro degli Ester ha spiegato che "l'emergenza rimpatri è finita" e attualmente "l'unico punto ancora critico sono le Maldive", ma "è stata rafforzata la nostra organizzazione a Malè". Poi ha aggiunto: "Non abbiamo alcun interesse all'estensione della guerra, non siamo in guerra con nessuno né intendiamo andare in guerra contro nessuno"
La situazione dei rimpatri dei cittadini italiani dal Medio Oriente "migliora di ora in ora" e "non c'è più l'emergenza". Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa alla Farnesina sulla situazione del conflitto in Iran. "L'unico punto ancora critico sono le Maldive", ha spiegato il vicepremier. "Ma lì non c'è la guerra, solo italiani che stanno cercando di rientrare. Ci sono voli di linea normali, ma i voli di linea che hanno ripreso non sono sufficienti a smaltire tutti coloro che vogliono rientrare in tempi rapidi", ha sottolineato ancora Tajani, riferendo che "è stata rafforzata la nostra organizzazione a Malè, con l'arrivo di altri funzionari".
Tajani: "Non siamo in guerra con nessuno, né andiamo in guerra"
Il vicepremier ha poi sottolineato che "non abbiamo alcun interesse all'estensione della guerra, non siamo in guerra con nessuno né intendiamo andare in guerra contro nessuno". Poi ha aggiunto: "C'è una situazione di totale abbandono del diritto internazionale, andiamo avanti per cercare un percorso che porti a una soluzione diplomatica". Tajani ha poi ribadito che "noi continuiamo ad avere relazioni diplomatiche con l'Iran, lavoriamo ad una de-escalation, continuiamo a parlare con i Paesi che sono vittime dell'aggressione, oggi purtroppo c'è stato un altro missile contro la Turchia che partiva dall'Iran".